IL NOSTRO OBIETTIVO:

Rendere sicuri gli edifici esistenti, pubblici e privati, in caso di eventi sismici e non solo

1908 - Messina 1976 - Friuli 1980 - Irpinia 2002 - Molise 2009 - L'Aquila
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ADEGUAMENTO SISMICO DI EDIFICI ESISTENTI

Rinforzi strutturali in fibra di carbonio

Fornitura e posa in opera progettazione antisismica messa in sicurezza di edifici, adeguamento antisismico di strutture in cemento armato e muratura.

Adeguamento sismico

Fibre carbonio: Messa in sicurezza di Pilastri, travi e solai, ristrutturazioni antisismica di edifici storici e sottoposti a vincoli, con materiali compositi, calcolo strutturale.

Diagnostica
strutturale
degli edifici
Progettazione
e adeguamento
sismico
Rinforzi strutturali
in fibra di carbonio
Fornitura e posa in opera


Lo staff di adeguamento sismico Indagini e prove sugli edifici Progettazione e adeguamento sismicoProgettazione e adeguamento sismico Rinforzi strutturali in fibra di carbonio Richiesta informazioni e preventivi gratuiti

Target

Analisi sismica dello stato di fatto degli edifici in muratura La sicurezza delle costruzioni esistenti
a cura del
Geom. Andrea Fava

Focus tecnico


a cura del
Prof. Ing. Paolo Foraboschi

Edifici strategici

Analisi sismica dello stato di fatto degli edifici in muratura La sicurezza sismica degli ospedali
Fonte: Ministero della Salute

News antisismica

in collaborazione con edilportale
Ricostruzione L'Aquila: gli ingegneri italiani lanciano l'allarmeRicostruzione L'Aquila: gli ingegneri italiani lanciano l'allarme
16/2/2012 | Incertezza sui tempi dei finanziamenti e ridotta sicurezza antisismica

Ricostruzione L'Aquila: gli ingegneri italiani lanciano l'allarme

16/2/2012 | Incertezza sui tempi dei finanziamenti e ridotta sicurezza antisismica

Ricostruzione L'Aquila: gli ingegneri italiani lanciano l'allarme16/02/2012 - L'eccessivo allungamento dei tempi di ricostruzione e il ritardo nell'avvio dei lavori di recupero degli edifici danneggiati hanno già portato gli Ingegneri italiani ad esprimere forti perplessità sulla soluzione di guidare gli interventi di ricostruzione post-terremoto dell'Aquila attraverso complicati e farraginosi Piani di Ricostruzione, inutili per come sono stati concepiti e che innescano burocrazie difficilmente gestibili. Un documento del Centro Nazionale di Studi Urbanistici (CeNSU) e del CNI, sottoscritto da tutti gli Ordini provinciali e dalla Federazione degli Ordini dell'Abruzzo, sottolinea gli aspetti che non sembrano avere ancora avuto la giusta risposta. A partire dall'eccessiva burocratizzazione dei Piani di Ricostruzione e dall'ingerenza delle Università nella fase di progettazione. Gli ingegneri sottolineano la necessità di individuare le priorità di intervento, distinguendo la situazione de L'Aquila, capoluogo regionale e città di grande rilevanza storica, rispetto ai piccoli centri rurali, nuclei e case sparse e coinvolgere, sin dalla fase di progettazione, le professionalità locali che costituiscono il naturale tramite tra la società civile e le strutture tecniche di coordinamento. "Il piano di ricostruzione dovrà farsi carico, accompagnandolo dove possibile ed in modo tempestivo, con direttive più che con norme, con accordi più che con vincoli, di un progetto edilizio complessivo che appare sempre più urgente ed indifferibile, sul quale concentrare tutte le risorse". Per quanto riguarda la certezza dei tempi e dei finanziamenti diventa indispensabile definire, immobile per immobile, l'entità del finanziamento pubblico e l'impegno integrativo del proprietario sulla base di un progetto edilizio, seppur di massima. Come è avvenuto in Friuli, l'anticipo dell'erogazione del contributo pubblico e le agevolazioni fiscali, come ad esempio l'esenzione IVA, sono stati fondamentali per l'avvio dei cantieri. È altrettanto importante saper valutare le proporzioni del mix pubblico-privato che si sta componendo e che va programmato con precisione. Nelle ricostruzioni già avvenute nel passato le risorse pubbliche erogate hanno movimentato almeno altrettante risorse private e questo mix è stato il motore vero di una Ricostruzione compiuta. Il miglioramento degli edifici che i tecnici possono garantire con l'adeguamento del 100% alla normativa sismica costituisce un'indicazione di civiltà ed è il primo fattore di sicurezza, anche psicologica, di un territorio esposto a rischio terremoto. Sul fronte della sicurezza antisismica degli edifici riparati o esistenti gli ingegneri considerano assurdo il limite dell'80% del contributo pubblico ed il restante 20% a carico del privato. Inoltre, l'adeguamento sismico, come è per l'edificio ricostruito ex novo, deve essere totale anche per quello riparato e in questa ottica, va messo in atto un importante ed esteso processo di adeguamento per il patrimonio edilizio esistente, anche non danneggiato. Infine un messaggio chiaro sull'etica della ricostruzione. La complessa macchina dell'edilizia che si metterà in moto deve essere equilibrata anche sul piano degli interessi contrapposti che si metteranno in gioco. Il ruolo del tecnico, pubblico e privato, quello della pubblica amministrazione e delle imprese devono garantire la trasparenza del processo. Il CNI ha proposto un Codice etico per la Ricostruzione al fine di garantire un comportamento deontologico degli ingegneri, ma anche per prevenire o illuminare le situazioni non-etiche, presupposto spesso di veri atti di corruzione. Fonte: Ufficio stampa Consiglio Nazionale Ingegneri

Semplificazione interventi in zona sismica per la tutela dei posti di lavoroSemplificazione interventi in zona sismica per la tutela dei posti di lavoro
14/2/2012 | Il Veneto a sostegno dell'edilizia con una norma di recente approvata dal Consiglio

Semplificazione interventi in zona sismica per la tutela dei posti di lavoro

14/2/2012 | Il Veneto a sostegno dell'edilizia con una norma di recente approvata dal Consiglio

Semplificazione interventi in zona sismica per la tutela dei posti di lavoro14/02/2012 - Diventano più semplici, ma senza compromettere la sicurezza, gli interventi in zona sismica nel Veneto. Il Consiglio Regionale ha approvato infatti una legge che snellisce le autorizzazioni per la realizzazione di piccole opere pubbliche e lavori di lieve entità o modesta complessità strutturale. Secondo la nuova norma, la Giunta deve predisporre un elenco degli interventi che possono essere semplificati, andando incontro alle esigenze espresse dalle categorie professionali, che avevano lamentato l'insostenibilità di alcuni interventi per le piccole imprese. A detta di Paolo Tosato, relatore del provvedimento, la norma agevola le piccole realtà imprenditoriali, che potranno così accettare le commesse per la realizzazione di piccoli interventi in zona sismica. Si tratta di piccole opere strutturali in acciaio, come recinzioni, tettoie e gazebo, che grazie ai minori adempimenti burocratici, avranno un costo sostenibile anche per le piccole imprese. Secondo Tosato, la semplificazione non implica una perdita in termini di sicurezza, ma contribuirà a creare e preservare circa 120 mila posti di lavoro nel settore edile.

Gli ingegneri juniores possono progettare in zona sismicaGli ingegneri juniores possono progettare in zona sismica
14/2/2012 | Consiglio di Stato: la normativa non preclude questa competenza agli iscritti nella Sezione B

Gli ingegneri juniores possono progettare in zona sismica

14/2/2012 | Consiglio di Stato: la normativa non preclude questa competenza agli iscritti nella Sezione B

Gli ingegneri juniores possono progettare in zona sismica14/02/2012 - Gli ingegneri iscritti nella sezione B dell'Albo professionale possono progettare edifici in zona sismica. Lo ha affermato il Consiglio di Stato con la Sentenza 686 del 9 febbraio 2012, che ribalta la precedente pronuncia del Tar. La questione riguarda il progetto di un'abitazione rurale presentato da un ingegnere junior ad un Comune e al Servizio Sismico della Regione. Il progetto non è stato autorizzato perché le amministrazioni competenti hanno ritenuto che la progettazione in zona sismica non rientrasse nella competenza degli ingegneri e architetti juniores. L'ingegnere junior e Sind.In.Ar 3 (Sindacato Nazionale Ingegneri Juniores e Architetti Juniores) si sono rivolti al Tar, il quale ha respinto il ricorso richiamando gli artt. 16 e 46 del dPR 328 del 5 giugno 2001, che, nel delineare le competenza degli ingegneri e architetti juniores, fanno riferimento alla "progettazione di costruzioni civili semplici con l'uso di metodologie standardizzate". Secondo il Tar, da tali norme si desume che l'architetto e l'ingegnere juniores non possano mai essere chiamati a risolvere problemi di speciale complessità e che le costruzioni in zona sismica, invece, dovrebbero sempre reputarsi di speciale difficoltà, poiché la loro progettazione presupporrebbe l'applicazione di metodologie e normative complesse e richiederebbe una conoscenza avanzata dell'ingegneria strutturale e geotecnica. La questione è stata portata davanti al Consiglio di Stato. I giudici di Palazzo Spada hanno, prima di tutto, ricordato che il dPR 328 del 5 giugno 2001 prevede due distinte Sezioni (A e B) per gli Albi, rispettivamente riservate ai laureati di primo e di secondo livello, individuando le competenze degli iscritti alle due Sezioni, e hanno sottolineato che l'elencazione delle attività attribuite agli iscritti ai diversi settori delle sezioni A e B dell'Albo degli ingegneri ha il solo scopo di ripartire le competenze, esplicitando quelle maggiormente caratterizzanti la professione, senza modificare il quadro complessivo delle attività esercitabili nell'ambito della professione stessa. I ricorrenti hanno posto all'attenzione del Consiglio di Stato ulteriori questioni: il Tar ha ritenuto che le costruzioni in zona sismica siano connotate sempre e comunque dalla necessità di "risolvere problemi di rilevante complessità", senza entrare nel merito del progetto; la normativa non si occupa minimamente della progettazione in area sismica; nella decisione del Tar la "metodologia standardizzata" è stata equiparata alla "metodologia semplice". I giudici di Palazzo Spada, nella sentenza, concordano sull'assenza, nelle norme che disciplinano l'attività degli ingegneri e degli architetti juniores, di qualsivoglia preclusione alle costruzioni in area sismica e affermano - pur riconoscendo la specificità della progettazione in area sismica - che è necessaria una valutazione caso per caso dei progetti in zona sismica, che tenga conto in concreto dell'opera prevista, delle metodologie di calcolo utilizzate, e che potrà essere tanto più rigida quanto maggiore sia il rischio sismico in cui l'area è classificata. Nel caso in oggetto tale valutazione è del tutto mancata. Il Consiglio di Stato ha accolto quindi l'appello degli ingegneri juniores e annullato il diniego obbligando l'Amministrazione a ripronunciarsi sul progetto.I COMMENTI"Ancora una vittoria per la sezione B". Così definisce la sentenza Vincenzo Boccassini, Presidente di CUP3, il Coordinamento Universitari e Professionisti triennali. "Tale decisione, al di là del merito dello specifico contenzioso - spiega Boccassini in un comunicato -, stabilisce dei fondamentali principi che non lasciano più spazio ad ulteriori fraintendimenti per le competenze professionali della sezione B". Dopo i principi sanciti dalle sentenze di pari rilevanza del Tar Campania (1501/2005) e del Consiglio di Stato (1473/2009), CUP3 auspica che "l'odierna decisione contribuisca definitivamente a fare chiarezza in ambito di ripartizione di competenze professionali tra le due sezioni degli Albi degli Architetti e degli Ingegneri, ridando la giusta serenità, da troppo tempo andata smarrita, ad una intera generazione di giovani professionisti con il conseguente rilancio di tali figure professionali europee".

26 milioni di euro alle Regioni per le scuole26 milioni di euro alle Regioni per le scuole
1/2/2012 | In Gazzetta il Dpcm con le risorse 2011 per interventi antisismici e costruzione di nuovi edifici

26 milioni di euro alle Regioni per le scuole

1/2/2012 | In Gazzetta il Dpcm con le risorse 2011 per interventi antisismici e costruzione di nuovi edifici

26 milioni di euro alle Regioni per le scuole01/02/2012 - È stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il DPCM del 28 ottobre 2011 che assegna 26 milioni di euro a 17 Regioni per la realizzazione di interventi infrastrutturali nelle scuole. Le Regioni beneficiarie dello stanziamento sono: Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, Lazio, Liguria, Lombardia, Marche, Molise, Piemonte, Puglia, Sicilia, Toscana, Umbria, Veneto. La ripartizione tra le Regioni delle risorse relative all'annualità 2011 è stata disposta con l'OPCM 3927 del 2 marzo 2011 (leggi tutto). Le Regioni hanno quindi predisposto i propri piani di ristrutturazione del patrimonio immobiliare scolastico e di costruzione di nuovi edifici; tali piani sono stati approvati dal Dipartimento della Protezione Civile e gli interventi finanziati con il DPCM appena pubblicato. Lo stanziamento definitivo ammonta a poco meno di 26 milioni di euro, a fronte di 20 milioni di euro preventivati a marzo 2011. Confermati i 3 milioni 240mila euro destinati alla Campania; alla Sicilia vanno 4 milioni 669mila euro, a fronte di 2 milioni 735mila assegnati a marzo, mentre il Lazio si aggiudica 3 milioni 690mila euro, a fronte dei 2 milioni 137mila di marzo.Il DPCM 28 ottobre 2011 attua l'articolo 32-bis della legge 326 del 24 novembre 2003, che ha istituito il Fondo per interventi straordinari, per contribuire alle opere infrastrutturali, soprattutto a quelle necessarie alla riduzione del rischio sismico, e per far fronte ad eventi straordinari. Lo stesso art. 32-bis assegnava al Fondo 73.487.000,00 euro per il 2003 e 100 milioni di euro per ciascuno degli anni 2004 e 2005.Successivamente, la Finanziaria 2008, all'art. 2, comma 276, ha aggiunto al Fondo altri 20 milioni di euro dal 2008, per l'adeguamento strutturale ed antisismico degli edifici scolastici e per la costruzione di nuove scuole in sostituzione di edifici esistenti a rischio sismico. Con Ordinanze del Presidente del Consiglio dei Ministri vengono stabiliti i criteri di utilizzo delle risorse per ciascuna annualità e ripartite tra Regioni e Province Autonome le somme, tenendo conto dei livelli di rischio sismico dei diversi territori. Una tranche di 18 milioni di euro è stata assegnata a 13 Regioni con il DPCM del 12 gennaio 2010, pubblicato sulla Gazzetta del 17 marzo 2010 (leggi tutto). Ulteriori 16 milioni di euro per interventi infrastrutturali nelle scuole in 15 Regioni sono stati assegnati con il DPCM del 4 dicembre 2010, pubblicato sulla Gazzetta del 15 febbraio 2011 (leggi tutto). Il DPCM28 ottobre 2011 assegna, come già detto, le risorse relative all'annualità 2011. Scuole ancora al centro dell'attenzione quindi, dopo lo sblocco di 556 milioni di euro da parte del CIPE per interventi di messa in sicurezza delle scuole e per la costruzione di nuovi plessi all'avanguardia in termini di efficientamento e consumo energetico (leggi tutto) e l'avvio del Piano nazionale di edilizia scolastica previsto dal DL Semplificazioni (leggi tutto).

Antisismica, evidenziate lacune nella conoscenza degli edificiAntisismica, evidenziate lacune nella conoscenza degli edifici
20/1/2012 | Le valutazioni della Commissione Ambiente della Camera per la conversione del Milleproroghe

Antisismica, evidenziate lacune nella conoscenza degli edifici

20/1/2012 | Le valutazioni della Commissione Ambiente della Camera per la conversione del Milleproroghe

Antisismica, evidenziate lacune nella conoscenza degli edifici20/01/2012 - Lacune nella conoscenza della sicurezza sismica degli edifici strategici. È quanto evidenzia la Commissione Ambiente della Camera, chiamata ad esprimere il proprio parere sul ddl per la conversione del Milleproroghe. Il provvedimento posticipa al 31 dicembre 2012 il termine per l'effettuazione delle verifiche sismiche, previste dall'articolo 20 del Dl 248/2007, da parte dei proprietari degli edifici di interesse strategico e delle opere infrastrutturali la cui funzionalità assume rilievo fondamentale per le finalità di protezione civile durante gli eventi sismici. È previsto lo stesso slittamento anche per edifici e opere infrastrutturali che possono assumere rilevanza in relazione alle conseguenze di un eventuale collasso. Secondo la relatrice della Commissione, on. Raffaella Mariani, le verifiche, che avrebbero dovuto svolgersi entro 5 anni dall'emanazione dell'O.P.C.M. 3274/2003, quindi entro il 2008, riguardano in via prioritaria edifici ed opere ubicate nelle zone sismiche 1 e 2. L'attività di censimento avviata negli ultimi anni ha contribuito finora alla raccolta di 36 mila schede informative sugli edifici strategici. L'operazione ha però messo in risalto numerose lacune nella conoscenza della sicurezza sismica. Il provvedimento proroga anche i termini per l'individuazione delle grandi dighe da sottoporre a verifica sismica e idraulica in conseguenza della variata classificazione sismica dei siti. Entro il 31 dicembre, il Ministero delle infrastrutture dovrà procedere inoltre all'individuazione delle dighe per le quali sia necessaria e urgente la progettazione e la realizzazione di interventi di adeguamento o miglioramento della sicurezza, a carico dei concessionari o richiedenti la concessione.

Antisismica, nuove procedure in AbruzzoAntisismica, nuove procedure in Abruzzo
3/1/2012 | Due delibere applicative spiegano come presentare le domande di intervento calcolando il contributo per l'istruttoria

Antisismica, nuove procedure in Abruzzo

3/1/2012 | Due delibere applicative spiegano come presentare le domande di intervento calcolando il contributo per l'istruttoria

Antisismica, nuove procedure in Abruzzo03/01/2012 - Riduzione del rischio sismico e controllo sulle costruzioni. Vanno in questa direzione due delibere e una legge regionale approvate in Abruzzo. La LR 43/2011 fa slittare al 31 gennaio 2012 l'entrata in vigore della Legge Regionale 28/2011 sulla riduzione del rischio sismico e il controllo delle costruzioni. L'operatività della norma era prevista per fine novembre, ma in questo modo sono state varate due delibere che spiegano e rendono possibile l'applicazione delle misure. La proroga non provoca un vuoto legislativo perche, si legge nel testo, fino al 31 gennaio rivive la LR 138/1996. La Delibera 837/2011 applica l'articolo 15 della LR 28/2011 che istituisce un contributo per l'esercizio delle funzioni e lo svolgimento delle attività istruttorie sui progetti. Il calcolo degli oneri, il cui mancato versamento implica l'improcedibilità della domanda, si basa sulle differenti destinazioni d'uso degli immobili, sulla tipologia degli interventi, che possono variare dalla nuova costruzione all'adeguamento sismico. Gli oneri variano anche a seconda che si tratti di autorizzazione sismica, richiesta per i progetti nelle zone ad alta sismicità, o deposito sismico, idoneo per le zona a bassa sismicità. Con la Delibera 838/2011 sono introdotte le procedura per il rilascio dell'autorizzazione sismica e l'attestazione di deposito sismico, nonché i contenuti della relazione sintetica del progetto strutturale. La delibera regola anche il modello di istanza per la denuncia dei lavori, che consiste nella presentazione del progetto esecutivo e dei relativi allegati a cura del committente. Nei lavori privati può presentare l'istanza il titolare del permesso di costruire, il richiedente del titolo abilitativo o il proprietario dell'immobile. Per i lavori pubblici, la presentazione dell'istanza spetta al titolare del potere decisionale di spesa.

News Edilizia

in collaborazione con edilportale
Dal Fondo Kyoto incentivi per il risparmio energetico in edilizia
Il 2 marzo attivazione dell'Applicativo web sul sito della Cassa Depositi e Prestiti; domande a partire dal 16 marzo

Dal Fondo Kyoto incentivi per il risparmio energetico in edilizia

Il 2 marzo attivazione dell'Applicativo web sul sito della Cassa Depositi e Prestiti; domande a partire dal 16 marzo

Dal Fondo Kyoto incentivi per il risparmio energetico in edilizia23/02/2012 - È ai blocchi di partenza il Fondo Kyoto da 600 milioni di euro destinato a finanziare misure di riduzione delle immissioni dei gas a effetto serra, in attuazione del Protocollo di Kyoto.Il Fondo, istituito dalla Finanziaria 2007 presso la Cassa Depositi e Prestiti, è stato presentato il 16 febbraio scorso dal Ministro dell'Ambiente Corrado Clini (leggi tutto). Il prossimo 1° marzo sarà pubblicata una Circolare che illustrerà le procedure da seguire e la documentazione da presentare per accedere ai finanziamenti relativi al Primo Ciclo di Programmazione da 200 milioni di euro. Dal 16 marzo sarà possibile presentare le domande, attraverso il sito web della Cassa Depositi e Prestiti, soggetto gestore del Fondo. I beneficiari del Fondo Kyoto sono: Persone fisiche, Comproprietà, Imprese/Persone giuridiche private, Energy Service Company (ESCo), Soggetti pubblici, Condomini/Comunioni. Gli interventi finanziabili sono: Misura usi finali - Risparmio energetico e incremento dell'efficienza negli usi finali dell'energia. Sono ammessi investimenti per singolo intervento:- sull'involucro di edifici esistenti, parti di edifici esistenti o unità immobiliari esistenti, riguardanti strutture opache verticali, orizzontali o inclinate, chiusure trasparenti comprensive di infissi e vetri, chiusure apribili e assimilabili quali porte e vetrine anche se non apribili, delimitanti il volume riscaldato, verso l'esterno e verso vani non riscaldati; beneficiari solo soggetti pubblici.Investimenti per singolo intervento:I. per la climatizzazione diretta tramite teleriscaldamento da impianti di cogenerazione di potenza nominale fino a 500 kW elettrici, alimentati da gas naturale, biomassa vegetale solida, biocombustibili vegetali liquidi, biogas e in co-combustione gas naturale-biomassa. Tale intervento è ammissibile solo se contempla sia la realizzazione dell'impianto di cogenerazione che la realizzazione della rete di teleriscaldamento ad esso abbinata, inclusi gli allacciamenti agli edifici; beneficiari: persona fisica, imprese, persona giuridica privata, condominii, soggetti pubblici.II. per la climatizzazione degli edifici da impianti geotermici a bassa entalpia (quantità di energia che un sistema termodinamico può scambiare con l'ambiente) fino a 1 MW termico; beneficiari: persona fisica, imprese, persona giuridica privata, condominii, soggetti pubblici.III. impianti di cogenerazione di potenza nominale fino a 5 MW elettrici alimentati da gas naturale, biomassa vegetale solida, biocombustibili vegetali liquidi, biogas e in co-combustione gas naturale-biomassa. beneficiari solo soggetti pubblici. Sistema integrato - presentazione di un unico progetto di investimento che contempla l'integrazione di più interventi relativi alle misure microcogenerazione diffusa, rinnovabili e usi finali, comunque combinati, da realizzarsi nello stesso sito.Misura microcogenerazione diffusa - Installazione di impianti di microcogenerazione ad alto rendimento elettrico e termico, alimentate da gas naturale, biomassa vegetale solida, biocombustibili liquidi di origine vegetale, biogas e in co-combustione gas naturale-biomassa - beneficiari: persona fisica, imprese, persona giuridica privata, condominii, soggetti pubblici. Misura rinnovabili - Installazione di impianti di piccola taglia e di nuova costruzione per l'utilizzazione delle fonti rinnovabili per la generazione di elettricità o calore: eolici, idroelettrici solari termici termici a pellets o cippato, fotovoltaici integrati o parzialmente integrati negli edifici - beneficiari: persona fisica, imprese, persona giuridica privata, condominii, soggetti pubblici. Le altre Misure: motori elettrici, protossido di azoto, ricerca, gestione forestale sostenibile. Il plafond delle risorse è ripartito tra le Regioni e Province autonome. I benefici del Fondo Kyoto sono cumulabili con i seguenti incentivi e tariffe:- Incentivi alla produzione di energia da fonti rinnovabili, con rilascio dei "Certificati verdi".- Terzo e Quarto Conto Energia per la produzione di energia da impianti solari fotovoltaici.- Incentivi per la produzione di energia da fonti rinnovabili riservati al settore bieticolo-saccarifico.- Incentivi per la produzione di energia termica da fonti rinnovabili e per interventi di efficienza energetica di piccole dimensioni. Per accedere al finanziamento, occorre compilare la domanda esclusivamente online accedendo all'Applicativo web sul sito della Cassa Depositi e Prestiti. La domanda va spedita per raccomandata con a/r o 'Raccomandata 1' con prova di consegna entro 3 giorni solari dalla conferma di avvenuta registrazione, pena l'esclusione. Alla domanda deve essere allegata la documentazione richiesta per ciascun tipo di beneficiario. Guida alla compilazione della domanda Per le sole misure microcogenerazione diffusa, rinnovabili e usi finali, le Regioni e le Province autonome possono occuparsi direttamente della ricezione delle domande e della fase istruttoria. Hanno scelto questa opzione: Abruzzo, Basilicata, Emilia Romagna, Lombardia e Piemonte. Se l'importo del finanziamento richiesto è superiore alla disponibilità residua del Plafond, si determina la "Gestione fuori plafond". Non si procede pertanto all'apertura del plico e si sospende il procedimento di ammissione al finanziamento. Questo non costituisce motivo di decadenza della domanda; il procedimento sarà riavviato nel momento in cui saranno nuovamente disponibili le risorse. La durata dei finanziamenti è compresa fra 3 e 6 anni (tra 3 e 15 anni per i soggetti pubblici). Ai finanziamenti agevolati è applicato un tasso di interesse dello 0,50%. Calendario1° marzo 2012 - pubblicazione della Circolare che definirà le modalità operative del Fondo Kyoto.2 marzo 2012 - attivazione Applicativo web sul sito della Cassa Depositi e Prestiti per accreditamento.16 marzo 2012 - avvio presentazione domande attraverso l'Applicativo web, previo accreditamento.14 luglio 2012 - termine per la presentazione delle domande. Sono disponibili l'indirizzo e-mail: cdpkyoto@cassaddpp.it e il numero verde 800 098 754 attivo dal lunedì al venerdì dalle 8:30 alle 13:30 e dalle 14:30 alle 18:00. Scarica il Vademecum della CDP

Tagli Irpef e chiarimenti Imu, le ipotesi sul dl fiscale
Per il pareggio di bilancio forse detrazioni su familiari a carico in cambio della riduzione delle aliquote

Tagli Irpef e chiarimenti Imu, le ipotesi sul dl fiscale

Per il pareggio di bilancio forse detrazioni su familiari a carico in cambio della riduzione delle aliquote

Tagli Irpef e chiarimenti Imu, le ipotesi sul dl fiscale23/02/2012 - Taglio dell'Irpef o detrazioni per i familiari a carico grazie alla lotta all'evasione fiscale. Ma anche definizione e chiarimenti sulla disciplina Imu. Cresce l'attesa sul Dl Semplificazionifiscali i cui contenuti, per certi versi ancora in sospeso, saranno discussi domani in Consiglio dei Ministri. Riduzione Irpef, le novità possibiliLa bozza in circolazione, presentata durante il preconsiglio di martedì, stabilisce che dal 2014 le risorse recuperate nel 2012 e nel 2013 grazie alla lotta all'evasione fiscale, da far confluire in un fondo dedicato, saranno destinate a misure a sostegno delle fasce deboli. Il Governo non esclude un anticipo delle agevolazioni, che dovranno però fare i conti con l'obiettivo prioritario di pareggio del bilancio e riduzione del debito. L'intervento sulle aliquote Irpef potrebbe quindi essere sostituito da detrazioni per i familiari a carico. Imu, confronto apertoAncora da chiarire le novità sull'Imu. Se il testo del decreto riserva per il momento una pagina bianca al capitolo sull'argomento, si fa strada qualche ipotesi. Potrebbe ad esempio essere chiarito che le agevolazioni si applicano solo su un immobile, quello dove il contribuente e il suo nucleo familiare hanno la dimora abituale e la residenza anagrafica. In CdM potrebbe anche essere deciso di applicare ai fabbricati inagibili o inabitabili, non tanto un'imposta dimezzata, come previsto dalla disciplina Ici, quanto una riduzione del 50% della base imponibile solo per il periodo dell'anno in cui si verificano le condizioni di inagibilità o inabitabilità. Da chiarire la reintroduzione dell'imposta per gli immobili ecclesiastici e appartenenti al settore no profit, che beneficiavano dell'esenzione dall'Ici.Nel caso in cui la misura non dovesse essere presentata in CdM, potrebbe rientrare durante la conversione in legge del decreto o eventualmente confluire in un altro provvedimento.

Piano Casa Lombardia, edifici terziari convertiti in abitazioni
Approvato in Commissione Territorio del Consiglio il testo che modifica la norma del 2009

Piano Casa Lombardia, edifici terziari convertiti in abitazioni

Approvato in Commissione Territorio del Consiglio il testo che modifica la norma del 2009

Piano Casa Lombardia, edifici terziari convertiti in abitazioni23/02/2012 - Prosegue l'iter del nuovo Piano Casa della Lombardia. La Commissione Territorio del Consiglio Regionale ha approvato il testo sulla valorizzazione del patrimonio edilizio esistente, che durante la discussione si è arricchito di un emendamento, proposto dal Pd per riconvertire gli edifici inutilizzati ed evitare il consumo di suolo. Gli edifici con destinazione terziaria e direzionale non utilizzati potranno essere recuperati modificando la destinazione d'uso in residenziale. Almeno il 20% dell'immobile, inteso come superficie lorda di pavimentazione esistente, deve essere riservato all'edilizia residenziale sociale. Il piano di riconversione e cambio della destinazione d'uso deve inoltre prevedere una dotazione di aree a verde e servizi ai sensi dalle norme vigenti. Il testo prevede poi bonus volumetrici collegati agli interventi di riqualificazione energetica, incentivi volumetrici per la sostituzione delle coperture di amianto e la possibilità di delocalizzare le nuove volumetrie su altre aree già edificabili. Per quanto riguarda i sottotetti, sembrano confermati i contenuti della Legge Regionale 12/2005, che prevede la possibilità di intervento dopo cinque anni.

Umbria, più semplici gli interventi in zone sismiche
Ampliato l'elenco delle opere ''prive di rilevanza'' realizzabili senza autorizzazione

Umbria, più semplici gli interventi in zone sismiche

Ampliato l'elenco delle opere ''prive di rilevanza'' realizzabili senza autorizzazione

Umbria, più semplici gli interventi in zone sismiche23/02/2012 - La Giunta regionale umbra ha approvato le nuove procedure semplificate per il rilascio, da parte degli uffici provinciali, delle autorizzazioni relative agli interventi da realizzare nel territorio regionale e per la vigilanza su opere e costruzioni in zone sismiche. Le nuove norme, proposte dall'Assessore ai Lavori pubblici Stefano Vinti, attuano la Lr 5/2010 "Disciplina delle modalità di vigilanza e controllo su opere e costruzioni in zone sismiche", modificata con la Lr 8/2011 "Semplificazione amministrativa e normativa dell'ordinamento regionale e degli Enti locali territoriali". "Per velocizzare le procedure per il rilascio delle autorizzazioni sismiche - ha affermato Vinti - è stato irrobustito l'elenco delle opere 'prive di rilevanza', strutturalmente non rilevanti agli effetti della valutazione del rischio sismico, per le quali non è richiesto il rilascio dell'autorizzazione ovvero il deposito dei progetti presso le Province competenti. Il committente dell'opera è tenuto a conservare la documentazione progettuale ed a esibirla in caso di controlli in corso d'opera, assieme alla 'asseverazione' di rispetto della normativa tecnica vigente a firma del progettista e al 'certificato di rispondenza' delle opere eseguite al progetto redatto, a firma del direttore dei lavori". "Nel contempo - ha aggiunto l'Assessore - abbiamo introdotto l'elenco dei lavori 'di minore rilevanza' per la pubblica incolumità ai fini sismici, ovvero di quegli interventi ritenuti strutturalmente meno rilevanti agli effetti della valutazione del rischio sismico, riconducibili sia ai casi di nuove costruzioni che agli interventi su costruzioni esistenti". Per questi lavori, tra i quali sono comprese tutte le opere che riguardano le costruzioni con presenza solo occasionale di persone, edifici agricoli e quelle che riguardano edifici il cui uso preveda normali affollamenti, senza contenuti per l'ambiente e senza funzioni pubbliche e sociali essenziali (limitatamente ai 500 mc con un massimo di due piani) nonché per tutti gli interventi locali su costruzioni esistenti, è previsto il controllo a campione sia del progetto preventivamente depositato in Provincia che dell'esecuzione di opere. Tale facilitazione non si applica agli interventi su opere 'strategiche' o 'rilevanti', e nemmeno su quelli ricadenti in aree esposte a rischio idrogeologico da frana. "In ogni modo - ha precisato Vinti - i suddetti interventi dovranno essere progettati ed eseguiti nel rispetto della normativa tecnica vigente in materia antisismica". Una profonda riorganizzazione ha riguardato le 'varianti strutturali' non sostanziali, per le quali non è richiesto il deposito preventivo della documentazione progettuale o l'autorizzazione sismica preventiva, perché non introducono modificazioni significative agli atti depositati o autorizzati con il progetto originario. I procedimenti in corso all'entrata in vigore dei provvedimenti regionali, cioè quelli per i quali a questa data sia stato depositato il progetto esecutivo riguardante le strutture per l'autorizzazione sismica o sia stata rilasciata l'attestazione di avvenuto deposito del progetto medesimo, sono completati e producono i loro effetti secondo le disposizioni delle leggi regionali previgenti. Oltre ad aggiornare la classificazione degli interventi nonché la modulistica per l'istanza di autorizzazione o deposito, la Regione individua una nuova procedura anche per il 'certificato di rispondenza', che prevede in capo al Direttore dei lavori la redazione e il deposito del Certificato presso le amministrazioni competenti e che l'eventuale collaudatore acquisisca il suddetto certificato e lo alleghi, citandolo, al proprio atto di collaudo. Nel contempo, anche i certificati sui materiali ed i certificati di prova saranno sempre depositati presso la pubblica amministrazione competente, per completezza documentale e nell'ottica di garantire un effettivo supporto a verifiche e controlli successivi. In ultimo, la Regione detta le regole con le quali le Province, congiuntamente, adottano gli importi del 'rimborso forfettario per le attività istruttorie, di conservazione dei progetti e per i controlli', sulla base di principi di equità, di adeguatezza e di commisurazione delle funzioni, delle attività e dell'impegno effettivamente impiegati nonché di economicità, semplicità ed efficacia dell'azione amministrativa. Gli importi saranno differenziati, per le opere valutabili in metri cubi, sulla base di classi di volumi con importi progressivamente decrescenti e sono stati previsti numerosi casi di esenzione o riduzione. La diminuzione di spesa che ne conseguirà è altro forte segnale ed impulso per tutti gli operatori del settore nonché per gli stessi cittadini. "L'enorme lavoro svolto dagli esperti regionali - ha concluso Vinti - tende così all'obbiettivo di semplificare le autorizzazioni, venendo incontro alle esigenze di professionisti, imprenditori e cittadini senza però abbassare l'asticella della sicurezza ma cercando di concentrare l'operato di controllo laddove è più necessario ed auspicabile".

Semplificazione fiscale, il Governo cerca di evitare l'aumento Iva
Venerdì in CdM confronto sulle modifiche all'Imu e prima fase per lo snellimento del Catasto, attesa in seguito la riforma del Fisco

Semplificazione fiscale, il Governo cerca di evitare l'aumento Iva

Venerdì in CdM confronto sulle modifiche all'Imu e prima fase per lo snellimento del Catasto, attesa in seguito la riforma del Fisco

Semplificazione fiscale, il Governo cerca di evitare l'aumento Iva22/02/2012 - Modifiche alla disciplina dell'Imu e prima fase dell'aggiornamento del Catasto. Sono alcuni degli argomenti contenuti nella bozza di decreto sulle semplificazioni tributarie che saranno discussi venerdì in Consiglio dei Ministri mentre, secondo quanto si apprende dai lanci delle agenzie stampa, arriverà in seguito la vera e propria riforma fiscale e catastale che potrebbe evitare l'aumento dell'Iva, attraverso l'individuazione di agevolazioni fiscali inutili da tagliare, e allineare le rendite catastali ai valori di mercato. Semplificazioni attese in CdMAl momento, nella bozza di decreto circolata ieri non sono presenti riferimenti specifici alle modifiche da apportare alla disciplina dell'Imu. Potrebbe essere chiarito che la prima rata Imu del 16 giugno si pagherà versando metà dell'imposta, calcolata con le aliquote base. Allo stesso tempo, dovrebbe essere spiegato che la detrazione di 200 euro, che può essere maggiorata di 50 euro per ogni figlio a carico di età inferiore ai 26 anni, può essere applicata solo su un immobile anche se i familiari dimorano o risiedono in un'altra abitazione. Nel decreto sono invece definite meglio le misure sul Catasto. Secondo la bozza, su richiesta delle Amministrazioni pubbliche, l'Agenzia del Territorio potrà svolgere le attività di valutazione immobiliare e tecnico estimativa, mentre restano di competenza dell'Agenzia del demanio le stime sugli edifici appartenenti alle amministrazioni dello Stato. In ambito di Tares, nuova tassa sui rifiuti, in sede di prima applicazione, per le unità immobiliari urbane a destinazione ordinaria, ma prive di planimetria catastale, l'Agenzia del Territorio determina la superficie convenzionale sulla base degli elementi in suo possesso. Il tributo è corrisposto a titolo di acconto e salvo conguaglio. Per semplificare gli adempimenti a carico dei cittadini, entro novanta giorni dall'entrata in vigore del decreto, l'Agenzia del Territorio emanerà un provvedimento sulla base del quale rendere le dichiarazioni sul consumo del suolo utili all'aggiornamento del Catasto.Il decreto prevede poi il taglio delle tasse grazie alle risorse derivanti dalla lotta all'evasione fiscale. Si tratta di misure a favore delle fasce più deboli, che potrebbero anche non essere strutturali e che restano comunque condizionate al raggiungimento del pareggio di bilancio e degli altri obiettivi di finanza pubblica. Le prossime tappe della riformaIl Governo è alla ricerca di agevolazioni inutili da sopprimere per evitare l'aumento dell'Iva. Ricordiamo infatti che da ottobre l'Iva dovrebbe passare dal 21% al 23%. La misura, introdotta con la Manovra Salva Italia, serve ad evitare i tagli lineari alle agevolazioni fiscali. Dal momento che gli aumenti colpirebbero in modo indiscriminato tutti i cittadini, l'Esecutivo potrebbe quindi individuare dei bonus che con il passare degli anni hanno perso la loro utilità, la cui sopravvivenza provocherebbe quindi solo un aggravio dei costi, ma non benefici degni di nota. Molto attesa anche la riforma del Catasto, in base alla quale la valutazione degli immobili dovrebbe essere effettuata passando al criterio del metri quadri, senza più fare riferimento al numero di vani.La riforma dovrebbe anche allineare le rendite catastali ai valori di mercato, riequilibrando gli estimi delle grandi città, in cui esistono sperequazioni tra centro e periferia. Nei giorni scorsi è stata ipotizzata la messa a punto di un algoritmo per procedere all'allineamento senza aumentare la tassazione in modo insostenibile (Leggi Tutto).

Dagli Ordini tecnici il ''progetto delle professioni per l'Italia''
Architetti, geologi, agronomi e ingegneri chiedono un ruolo attivo per lo sviluppo del Paese

Dagli Ordini tecnici il ''progetto delle professioni per l'Italia''

Architetti, geologi, agronomi e ingegneri chiedono un ruolo attivo per lo sviluppo del Paese

Dagli Ordini tecnici il ''progetto delle professioni per l'Italia''22/02/2012 - Il progetto delle professioni per l'Italia. Lo hanno messo nero su bianco i quattro presidenti nazionali delle professioni tecniche - Architetti, Geologi, Agronomi e Forestali, Ingegneri - in una lettera aperta volta a chiarire i temi su cui aprire un confronto finalizzato a valorizzare, economicamente e culturalmente, il contributo delle professioni a favore dello sviluppo del Paese. Per i firmatari della lettera - Leopoldo Freyrie, Presidente Consiglio Nazionale Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori; Gian Vito Graziano, Presidente Consiglio Nazionale Geologi; Andrea Sisti, Presidente Consiglio Nazionale Dottori Agronomi e Forestali e Armando Zambrano, Presidente Consiglio Nazionale Ingegneri - "il processo schizofrenico della riforma delle professioni si sta consumando fuori da un progetto chiaro, finalizzato a mettere a sistema con l'economia e lo sviluppo del Paese un importante patrimonio di risorse intellettuali e tecniche". I professionisti sono consapevoli della necessità e utilità di correggere regole antiche, ma giudicano "un'illusione pensare che quelle nuove possano aumentare il Pil o aiutare l'Italia ad uscire dalla crisi, credendo che un maggior tasso di concorrenza rappresenti una bacchetta magica che risolva i problemi del Paese". Ricordiamo che due settimane fa, il segretario generale dell'OCSE Angel Gurria aveva dichiarato che la liberalizzazione dei servizi professionali avrebbe incrementato la produttività italiana del 4%, attirandosi le critiche del Consiglio Nazionale degli Architetti e del Comitato Unitario delle Professioni (leggi tutto). "Negli ultimi vent'anni - prosegue la lettera - la politica ha troppo ragionato di forme e poco o niente di contenuti, dimenticando chi sono e cosa fanno i professionisti, oggetto delle riforme. Noi agronomi, architetti, geologi e ingegneri siamo una comunità di mezzo milione di persone. Con passione, competenza e fatica tentiamo di svolgere la difficile missione di tutelare, trasformare e sviluppare il territorio, le città, i ponti e le strade, i campi, i boschi di questo Paese bello e difficile". Allargando lo sguardo, sottolineano che negli altri Stati - Germania, India, Brasile - le politiche economiche hanno messo al centro proprio i professionisti, chiedendo innovazione, idee, tecniche nuove adeguate alla sfida tecnologica e alla salvaguardia dell'ambiente. In Italia, invece, si ragiona di "tariffe" e "corporazioni", di "valore legale del titolo di studio" in un clima di recessione culturale oltre che economica. "La riforma, a spizzichi e bocconi, si farà - osservano. Se ne correggeranno, speriamo, gli errori figli evidenti dell'assenza di un progetto, di contrapposizioni ideologiche e dell'istinto sbagliato di conservazione di parti della comunità professionale. Ma - ammoniscono - il giorno dopo i giovani agronomi, architetti, ingegneri e geologi continueranno ad essere alla periferia dello sviluppo, disoccupati o poveri, senza alcuna possibilità di mettere le loro idee al servizio del Paese". Per tutti questi motivi, i firmatari della lettera chiedono una vera immediata 'seconda fase' nella quale si dia ai professionisti "l'opportunità di discutere e attuare non riformette di meccanismi ordinamentali, ma veri e propri progetti per lo sviluppo sostenibile del Paese". I professionisti offrono, a costo zero, progetti e soluzioni realizzabili e intelligenti sulla sburocratizzazione, la rigenerazione dei territori e delle città, la valorizzazione del paesaggio e dell'agricoltura, l'innovazione tecnologica, la salvaguardia ambientale. Li offrono al Governo, al Parlamento, ai Comuni e le Regioni, a Confindustria, ai Sindacati, a tutti coloro che vogliono aiutare il Paese. "Senza cooperazione, senza mettere a valore le specificità, rendendo sinergiche le capacità - conclude la lettera - l'Italia piena di localismi e steccati andrà alla deriva allontanandosi dall'Europa, come in un romanzo di Saramago".

Durc irregolare, scatta l'intervento sostitutivo della SA
Min.Lavoro: la Stazione appaltante versa le somme dovute e trattiene l'importo dal pagamento

Durc irregolare, scatta l'intervento sostitutivo della SA

Min.Lavoro: la Stazione appaltante versa le somme dovute e trattiene l'importo dal pagamento

Durc irregolare, scatta l'intervento sostitutivo della SA22/02/2012 - Il Ministero del Lavoro chiarisce con una circolare l'intervento sostitutivo della Stazione Appaltante in caso di Durc irregolare e inadempienza dell'appaltatore o subappaltatore, come previsto dal regolamento di attuazione del Codice Appalti. Secondo il regolamento di attuazione, se da un Durc emerge un'inadempienza contributiva relativa a uno o più soggetti impiegati nell'esecuzione del contratto, la Stazione Appaltante si sostituisce al debitore principale e versa le somme dovute ad istituti previdenziali o casse edili. Se il responsabile del procedimento ottiene un Durc da cui evince una inadempienza, questi trattiene infatti dal certificato di pagamento l'importo corrispondente all'inadempienza. La circolare specifica che le trattenute vanno effettuate dopo la ritenuta dello 0,50% prevista in ogni caso sull'importo netto progressivo delle prestazioni. Le ritenute possono essere svincolate soltanto in sede di liquidazione finale, dopo l'approvazione da parte della stazione appaltante del certificato di collaudo o di verifica di conformità, previo rilascio del documento unico di regolarità contributiva. L'intervento sostitutivo della Stazione Appaltante opera anche quando il debito delle stazioni appaltanti colma solo in parte le inadempienze messe in evidenza dal Durc. Le somme dovute dalla Stazione Appaltante agli appaltatori saranno quindi ripartite tra istituti previdenziali e casse edili secondo la proporzione dei crediti evidenziati nel Durc. Dal momento che più Stazioni Appaltanti possono contemporaneamente intervenire in via sostitutiva, è necessaria una comunicazione preventiva con cui la SA, prima di procedere ai versamenti nei confronti di istituti previdenziali e casse edili, inoltra loro un preavviso di pagamento con cui manifesta l'intenzione di sostituirsi al debitore. Una procedura utile per rimodulare i crediti anche nel caso in cui un'altra Stazione appaltante sia intervenuta per ripianare, anche solo in parte, la posizione dell'appaltatore. L'intervento sostitutivo è possibile anche in presenza di un subappalto. A tal proposito la circolare ricorda che esiste un vincolo solidaristico tra appaltatore e subappaltatore e spiega che l'intervento sostitutivo deve riguardare esclusivamente il personale impiegato nell'appalto, deve operare solo sulle somme residue dopo le ritenute dello 0,50% e non può eccedere il valore del debito che l'appaltatore ha nei confronti del subappaltatore alla data di emissione del Durc irregolare. Se l'irregolarità riguarda solo il subappaltatore e l'importo dovuto è insufficiente a coprire l'irregolarità risultante dal Durc, l'intervento sostitutivo svincola il pagamento nei confronti dell'appaltatore.Quando le Amministrazioni devono effettuare pagamenti superiori a 10 mila euro, l'intervento per i debiti contributivi ha la precedenza rispetto a quelli fiscali.Questo approccio consente di proseguire le attività e, come osservato anche dall'Ance, risolvono il problema del blocco dei Sal, stadio di avanzamento lavori, per le irregolarità contributive del subappaltatore.

Fonte: Edilportale.com


Valutazioni di sicurezza - Verifiche di vulnerabilità sismica

Indagini e prove su edifici in muratura ed in c.a ai fini della determinazione del
livello di conoscenza dell'edificio (limitata, estesa, esaustiva)


Prove ultrasoniche travi e pilastri in c.a.

Prove sclerometriche
Carotaggio e prove a compressione
Analisi sonica per trasparenza


PROGETTAZIONE MIGLIORAMENTI ED ADEGUAMENTI SISMICI
Messa in sicurezza di edifici pubblici e privati


a

Rinforzi strutturali in fibra di carbonio
per l'adeguamento sismico:
progettazione, fornitura e posa in opera


Nuova normativa antisismica

Adeguamento sismico e messa in sicurezza di edifici esistenti, publici e privati, in Cemento Armato e Muratura con materiali compositi e fibre di carbonio.
Adeguamento sismico di opere infrastrutturali come ponti, viadotti, siano essi in muratura, in .c.a. in precompresso, in legno ed in acciaio.

Consolidamento di strutture in cemento armato

Ripristino delle capacità portanti di elementi strutturali, dovute al degrado o corrosione dei ferri d'armatura. Rinforzo a flessione ed a taglio di travi in c.a. a vista ed a spessore. Reintegro della funzione strutturale delle staffe, insufficienti o degradate. Cerchiaggio x il rinforzo di pilastri di tutte le dimensioni e forme. Aumento della resistenza a compressione del calcestruzzo nei pilastri. Rinforzo di solai in c.a, anche per aumenti di carico imprevisti. Collegamenti strutturali dei nodi trave – pilastro. Irrigidimenti di piano su solai in c.a. con collegamento alla struttura verticale. Ripristino delle capacità portanti di elementi strutturali danneggiati (ad esempio urto di mezzi nei ponti o sottopassaggi, incendi, infiltrazioni di acqua, ecc.). Cambio di destinazione d'uso dell'edificio, ove occorra aumentare la capacità portante ad esempio di travi e solai, oppure incrementare le prestazioni dei pilastri senza ingrossarli.
Rinforzo a flessione ed a taglio di travi in c.a con Rck deficitario
Rinforzo a flessione ed a taglio di travi in c.a con Rck deficitario
Rinforzo a flessione ed a taglio di travi in c.a
Rinforzo a flessione ed a taglio di travi in c.a
Adeguamento sismico struttura portante di capannone industriale; intervento post sisma Umbria e Marche 1997.
Adeguamento sismico struttura portante di capannone industriale;
intervento post sisma Umbria e Marche 1997.
Adeguamento sismico struttura portante di capannone industriale; intervento post sisma Umbria e Marche 1997. Particolare cerchiaggio pilastro.
Adeguamento sismico struttura portante di capannone industriale;
intervento post sisma Umbria e Marche 1997.
Particolare cerchiaggio pilastro.
Rinforzo strutturale di travi e pilastri,  struttura di copertura piscina pubblica
Rinforzo strutturale di travi e pilastri, struttura di copertura piscina pubblica
Rinforzo strutturale di travi e pilastri,  struttura di copertura piscina pubblica, particolare nodo trave pilastro.
Rinforzo strutturale di travi e pilastri, struttura di copertura piscina pubblica, particolare nodo trave pilastro.
Rinforzo strutturale di travi e pilastri,  struttura di copertura piscina pubblica, cerchiaggio pilastro.
Rinforzo strutturale di travi e pilastri, struttura di copertura piscina pubblica, cerchiaggio pilastro.
Irrigidimento di piano struttura in c.a. con collegamento strutturale alla struttura portante verticale
Irrigidimento di piano struttura in c.a. con collegamento strutturale alla struttura portante verticale
Irrigidimento di piano struttura in c.a. con collegamento strutturale alla struttura portante verticale
Irrigidimento di piano struttura in c.a. con collegamento strutturale alla struttura portante verticale
Irrigidimento di piano struttura in c.a. con collegamento strutturale alla struttura portante verticale
Irrigidimento di piano struttura in c.a. con collegamento strutturale alla struttura portante verticale
Rinforzo a flessione ed a taglio di travi in c.a gettate in opera; si noti la particolare forma a coda di rondine della parte terminale.
Rinforzo a flessione ed a taglio di travi in c.a gettate in opera;
si noti la particolare forma a coda di rondine della parte terminale.
Rinforzo a flessione ed a taglio di travi in c.a gettate in opera; particolare nastro ad U in funzione di staffa.
Rinforzo a flessione ed a taglio di travi in c.a gettate in opera; particolare nastro ad U in funzione di staffa.
Intervento di adeguamento sismico post sisma Umbria e Marche 1997. Si noti la precisione chirurgica dell'intervento
Intervento di adeguamento sismico post sisma Umbria e Marche 1997.
Si noti la precisione chirurgica dell'intervento
Intervento di adeguamento sismico post sisma Umbria e Marche 1997. Si noti la precisione chirurgica dell'intervento
Intervento di adeguamento sismico post sisma Umbria e Marche 1997.
Si noti la precisione chirurgica dell'intervento
Intervento di adeguamento sismico post sisma Umbria e Marche 1997. Si noti la precisione chirurgica dell'intervento
Intervento di adeguamento sismico post sisma Umbria e Marche 1997.
Si noti la precisione chirurgica dell'intervento
Fasciatura e rinforzo strutturale trave in c.a di un ponte carrabile
Fasciatura e rinforzo strutturale trave in c.a di un ponte carrabile

Consolidamento di strutture in muratura e miste

Rinforzo a flessione ed a taglio di elementi strutturali in muratura.
Recupero e/o aumento della capacità portante di pannelli murari.
Rinforzo di colonne e pilastri in mattoni di qualsiasi forma.
Connessioni strutturali tra muratura e struttura in c.a.
Cerchiaggio di contenimento interno ed esterno di strutture in muratura.
Creazione di cordoli alleggeriti in materiali compositi da integrare nella muratura.
Consolidamento strutturale di murature disomogenee, lesionate o danneggiate.
Ripristino della continuità strutturale tra elementi orizzontali o curvi ed elementi verticali.
Rinforzo strutturale setto murario in laterizio. Schema a Croce di S. Andrea
Rinforzo strutturale setto murario in laterizio. Schema a Croce di S. Andrea
Consolidamento mediante fasciatura orizzontale e verticale edificio in muratura portante a struttura mista
Consolidamento mediante fasciatura orizzontale e verticale edificio in muratura portante a struttura mista
Consolidamento mediante fasciatura orizzontale e verticale edificio in muratura portante a struttura mista
Consolidamento mediante fasciatura orizzontale e verticale edificio in muratura portante a struttura mista
Adeguamento sismico edificio di culto.
Adeguamento sismico edificio di culto.
Adeguamento sismico edificio in muratura, struttura mista.
Adeguamento sismico edificio in muratura, struttura mista.
Rinforzo a flessione travi IPE su solaio a voltine
Rinforzo a flessione travi IPE su solaio a voltine
Rinforzo strutturale colonne ed archi edificio storico
Rinforzo strutturale colonne ed archi edificio storico
Cerchiaggio e rinforzo colonna portante in muratura edificio storico
Cerchiaggio e rinforzo colonna portante in muratura edificio storico
Cerchiaggio e rinforzo colonna portante in muratura edificio storico
Cerchiaggio e rinforzo colonna portante in muratura edificio storico
Cerchiaggio e rinforzo colonna portante in muratura edificio storico; particolare arrotondamento spigolo
Rinforzo strutturale colonne ed archi edificio storico
Cerchiaggio colonna portante in pietra lesionata
Cerchiaggio colonna portante in pietra lesionata
Ripristino capacità portanti scala in muratura
Ripristino capacità portanti scala in muratura
Fasciatura integrale colonna in mattoni
Fasciatura integrale colonna in mattoni
Fasciatura integrale colonna in mattoni
Fasciatura integrale colonna in mattoni
Fasciatura integrale colonna in mattoni; particolare del capitello
Fasciatura integrale colonna in mattoni; particolare del capitello
Cerchiaggio e fasciatura trave in legno a pavimento
Cerchiaggio e fasciatura trave in legno a pavimento

Strutture voltate, cupole ed archi

Recupero e restauro strutturale di:
Volte a botte, volte a crociera, volte a vela, volte a cupola, volte a padiglione, volte miste.
Archi a tutto sesto, archi ribassati, archi rampanti, arco a sesto acuto o ellittico ecc.
Rinforzo di cupole a ombrello, estradossate e di qualsiasi tipologia architettonica.
Tutte le tipologie di intervento di consolidamento su strutture voltate possono essere eseguite all'intradosso ed all'estradosso, in base alle possibilità di accesso alla struttura stessa da consolidare.
All'occorrenza è possibile anche l'eliminazione delle chiavi di volta.
Rinforzo all'intradosso di volte a crociera
Rinforzo all'intradosso di volte a crociera
Rinforzo all'intradosso di volte a crociera
Rinforzo all'estradosso di volte a crociera
Rinforzo all'intradosso di volte a crociera
Rinforzo all'estradosso di volte a crociera
Rinforzo all'intradosso di volte a crociera
Rinforzo all'estradossodi volte a crociera
Rinforzo all'estradosso  di volte a botte
Rinforzo all'estradosso di volte a crociera
Rinforzo all'estradosso  di volte a cupola
Rinforzo all'estradosso di volte
Rinforzo all'intradosso di volte
Rinforzo all'intradosso di volte
Rinforzo all'intradosso di volte
Rinforzo all'intradosso di volte
Rinforzo all'intradosso di volte su struttura ad archi
Rinforzo all'intradosso di volte su struttura ad archi
Rinforzo all'intradosso di  volte a crociera
Rinforzo all'intradosso di volte a crociera
Rinforzo all'intradosso di  volte a crociera
Rinforzo all'intradosso di volte a crociera
Rinforzo all'intradosso di  arco in pietra
Rinforzo all'intradosso di arco in pietra
Rinforzo all'intradosso di  arco in pietra, disposizione fasce
Rinforzo all'intradosso di arco in pietra, disposizione fasce
Rinforzo all'intradosso di  arco in pietra, particolare posa nastro
Rinforzo all'intradosso di arco in pietra, particolare posa nastro
Rinforzo all'intradosso di  arco in pietra, particolare nastro in opera
Rinforzo all'intradosso di arco in pietra, particolare nastro in opera
Rinforzo di volte, stesura strato finale di resina epossidica
Rinforzo di volte, stesura strato finale di resina epossidica