IL NOSTRO OBIETTIVO:

Rendere sicuri gli edifici esistenti, pubblici e privati, in caso di eventi sismici e non solo

1908 - Messina 1976 - Friuli 1980 - Irpinia 2002 - Molise 2009 - L'Aquila
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ADEGUAMENTO SISMICO DI EDIFICI ESISTENTI

Rinforzi strutturali in fibra di carbonio

Fornitura e posa in opera progettazione antisismica messa in sicurezza di edifici, adeguamento antisismico di strutture in cemento armato e muratura.

Adeguamento sismico

Fibre carbonio: Messa in sicurezza di Pilastri, travi e solai, ristrutturazioni antisismica di edifici storici e sottoposti a vincoli, con materiali compositi, calcolo strutturale.

Diagnostica
strutturale
degli edifici
Progettazione
e adeguamento
sismico
Rinforzi strutturali
in fibra di carbonio
Fornitura e posa in opera


Lo staff di adeguamento sismico Indagini e prove sugli edifici Progettazione e adeguamento sismicoProgettazione e adeguamento sismico Rinforzi strutturali in fibra di carbonio Richiesta informazioni e preventivi gratuiti

Target

Analisi sismica dello stato di fatto degli edifici in muratura La sicurezza delle costruzioni esistenti
a cura del
Geom. Andrea Fava

Focus tecnico


a cura del
Prof. Ing. Paolo Foraboschi

Edifici strategici

Analisi sismica dello stato di fatto degli edifici in muratura La sicurezza sismica degli ospedali
Fonte: Ministero della Salute

News antisismica

in collaborazione con edilportale
Antisismica, evidenziate lacune nella conoscenza degli edificiAntisismica, evidenziate lacune nella conoscenza degli edifici
20/1/2012 | Le valutazioni della Commissione Ambiente della Camera per la conversione del Milleproroghe

Antisismica, evidenziate lacune nella conoscenza degli edifici

20/1/2012 | Le valutazioni della Commissione Ambiente della Camera per la conversione del Milleproroghe

Antisismica, evidenziate lacune nella conoscenza degli edifici20/01/2012 - Lacune nella conoscenza della sicurezza sismica degli edifici strategici. È quanto evidenzia la Commissione Ambiente della Camera, chiamata ad esprimere il proprio parere sul ddl per la conversione del Milleproroghe. Il provvedimento posticipa al 31 dicembre 2012 il termine per l'effettuazione delle verifiche sismiche, previste dall'articolo 20 del Dl 248/2007, da parte dei proprietari degli edifici di interesse strategico e delle opere infrastrutturali la cui funzionalità assume rilievo fondamentale per le finalità di protezione civile durante gli eventi sismici. È previsto lo stesso slittamento anche per edifici e opere infrastrutturali che possono assumere rilevanza in relazione alle conseguenze di un eventuale collasso. Secondo la relatrice della Commissione, on. Raffaella Mariani, le verifiche, che avrebbero dovuto svolgersi entro 5 anni dall'emanazione dell'O.P.C.M. 3274/2003, quindi entro il 2008, riguardano in via prioritaria edifici ed opere ubicate nelle zone sismiche 1 e 2. L'attività di censimento avviata negli ultimi anni ha contribuito finora alla raccolta di 36 mila schede informative sugli edifici strategici. L'operazione ha però messo in risalto numerose lacune nella conoscenza della sicurezza sismica. Il provvedimento proroga anche i termini per l'individuazione delle grandi dighe da sottoporre a verifica sismica e idraulica in conseguenza della variata classificazione sismica dei siti. Entro il 31 dicembre, il Ministero delle infrastrutture dovrà procedere inoltre all'individuazione delle dighe per le quali sia necessaria e urgente la progettazione e la realizzazione di interventi di adeguamento o miglioramento della sicurezza, a carico dei concessionari o richiedenti la concessione.

Antisismica, nuove procedure in AbruzzoAntisismica, nuove procedure in Abruzzo
3/1/2012 | Due delibere applicative spiegano come presentare le domande di intervento calcolando il contributo per l'istruttoria

Antisismica, nuove procedure in Abruzzo

3/1/2012 | Due delibere applicative spiegano come presentare le domande di intervento calcolando il contributo per l'istruttoria

Antisismica, nuove procedure in Abruzzo03/01/2012 - Riduzione del rischio sismico e controllo sulle costruzioni. Vanno in questa direzione due delibere e una legge regionale approvate in Abruzzo. La LR 43/2011 fa slittare al 31 gennaio 2012 l'entrata in vigore della Legge Regionale 28/2011 sulla riduzione del rischio sismico e il controllo delle costruzioni. L'operatività della norma era prevista per fine novembre, ma in questo modo sono state varate due delibere che spiegano e rendono possibile l'applicazione delle misure. La proroga non provoca un vuoto legislativo perche, si legge nel testo, fino al 31 gennaio rivive la LR 138/1996. La Delibera 837/2011 applica l'articolo 15 della LR 28/2011 che istituisce un contributo per l'esercizio delle funzioni e lo svolgimento delle attività istruttorie sui progetti. Il calcolo degli oneri, il cui mancato versamento implica l'improcedibilità della domanda, si basa sulle differenti destinazioni d'uso degli immobili, sulla tipologia degli interventi, che possono variare dalla nuova costruzione all'adeguamento sismico. Gli oneri variano anche a seconda che si tratti di autorizzazione sismica, richiesta per i progetti nelle zone ad alta sismicità, o deposito sismico, idoneo per le zona a bassa sismicità. Con la Delibera 838/2011 sono introdotte le procedura per il rilascio dell'autorizzazione sismica e l'attestazione di deposito sismico, nonché i contenuti della relazione sintetica del progetto strutturale. La delibera regola anche il modello di istanza per la denuncia dei lavori, che consiste nella presentazione del progetto esecutivo e dei relativi allegati a cura del committente. Nei lavori privati può presentare l'istanza il titolare del permesso di costruire, il richiedente del titolo abilitativo o il proprietario dell'immobile. Per i lavori pubblici, la presentazione dell'istanza spetta al titolare del potere decisionale di spesa.

Antisismica, in Piemonte nuove procedure dal 2012Antisismica, in Piemonte nuove procedure dal 2012
14/12/2011 | Aggiornamento in linea con nuove norme tecniche e classificazione delle zone sismiche

Antisismica, in Piemonte nuove procedure dal 2012

14/12/2011 | Aggiornamento in linea con nuove norme tecniche e classificazione delle zone sismiche

Antisismica, in Piemonte nuove procedure dal 201214/12/2011 - Entreranno in vigore il primo gennaio 2012 le nuove procedure attuative della nuova classificazione sismica del territorio. L'aggiornamento, proposto dal vicepresidente Ugo Cavallera, tiene conto delle nuove norme tecniche per le costruzioni e dell'adeguamento dell'elenco delle zone sismiche del Piemonte. Secondo il vicepresidente Cavallera, l'aggiornamento si e' reso necessario per definire modalità uniformi, su tutto il territorio regionale. Dal primo gennaio, quindi, l'espressione del parere di competenza sugli strumenti urbanistici e la valutazione delle denunce di inizio lavori, con annessa presentazione dei progetti, dovranno rispondere a regole condivise in tutta la Regione. Sulla base dei diversi ambiti territoriali e della classificazione sismica delle zone, saranno inoltre uniformate le procedure di autorizzazione e i controlli a campione.

Modificate le NTC, ok all'uso dell'acciaio B450AModificate le NTC, ok all'uso dell'acciaio B450A
24/11/2011 | In vigore dal prossimo 9 dicembre il DM contenente le nuove disposizioni

Modificate le NTC, ok all'uso dell'acciaio B450A

24/11/2011 | In vigore dal prossimo 9 dicembre il DM contenente le nuove disposizioni

Modificate le NTC, ok all'uso dell'acciaio B450A24/11/2011 - Ok alla modifica delle Norme Tecniche per le costruzioni. Il DM 15 novembre 2011 ha sostituito il paragrafo delle NTC dedicato all'utilizzo degli acciai B450A. Il decreto ammette l'uso di acciai di tipo B450A, con diametri compresi tra 5 e 10 mm, per le reti e i tralicci, nonché per le staffe per strutture in CD "B". Negli altri casi se ne consente l'utilizzo per l'armatura trasversale se è rispettata almeno una delle seguenti condizioni: elementi in cui è impedita la plasticizzazione mediante il rispetto del criterio di gerarchia delle resistenze, elementi secondari per i quali si verifichi la compatibilità delle deformazioni con quelle della struttura, strutture poco dissipative con fattore di struttura q <1,5. Per le strutture dovrà essere usato l'acciaio B450C. Le modifiche, che entreranno in vigore il 19 dicembre, completano un iter normativo per la modifica delle NTC. Nel marzo scorso l'on. Lnp Togni, con una risoluzionepresentata alla Camera aveva sottolineato come l'impostazione del paragrafo 7.4.2.2 delle NTC potesse indurre i progettisti a non prescrivere l'uso dell'acciaio B450A nelle armature trasversali.

Piano Casa Calabria, incluso il non residenzialePiano Casa Calabria, incluso il non residenziale
9/11/2011 | Antisismica, energia e riqualificazioni in linea col Dl Sviluppo nel ddl al vaglio del Consiglio

Piano Casa Calabria, incluso il non residenziale

9/11/2011 | Antisismica, energia e riqualificazioni in linea col Dl Sviluppo nel ddl al vaglio del Consiglio

Piano Casa Calabria, incluso il non residenziale09/11/2011 - Il Piano Casa della Calabria si rinnova. Oltre al recepimento del Dl Sviluppo, entrano nel nuovo testo, al vaglio del Consiglio Regionale, gli edifici non residenziali, ma anche norme per l'energia, e l'adeguamento sismico. La bozza di legge regionale estende agli edifici non residenziali la possibilità di fruire degli interventi di ampliamento volumetrico, demolizione e ricostruzione. Sono inoltre inserite le premialità previste dal Decreto Sviluppo per la riqualificazione delle aree urbane degradate attraverso interventi di demolizione e delocalizzazione degli edifici incongrui. Date le difficoltà interpretative, create dalla prima versione del Piano Casa, nella correlazione tra prestazione energetica e ampliamenti volumetrici, il nuovo testo ha come obiettivo il chiarimento e il potenziamento dei bonus connessi al risparmio energetico. La situazione è analoga per le disposizioni sull'adeguamento sismico, che in base a quanto affermato dalla Regione, sono state riviste all'insegna del rilancio economico e del contrasto alla crisi. La bozza della nuova legge regionale, che modificherà il Piano Casa, è stata presentata dall'Assessore ai Lavori Pubblici Giuseppe Gentile. Dopo l'approvazione della Giunta è stata trasmessa al Consiglio, che dovrà convalidarne i contenuti.

Antisismica e sopraelevazioni, la Calabria si aggiornaAntisismica e sopraelevazioni, la Calabria si aggiorna
6/10/2011 | Definite le opere minori esenti da autorizzazione per strutture semplici e bassa importanza strategica

Antisismica e sopraelevazioni, la Calabria si aggiorna

6/10/2011 | Definite le opere minori esenti da autorizzazione per strutture semplici e bassa importanza strategica

Antisismica e sopraelevazioni, la Calabria si aggiorna 06/10/2011 - La Calabria aggiorna la normativa antisismica. La delibera 330/2011 individua le opere minori da escludere dalla denuncia ai servizi tecnici regionali. Nonostante la normativa in vigore in materia di edilizia sismica non preveda niente di specifico, è stato ritenuto opportuno e funzionale definire quali opere possano essere considerate minori per la semplicità della tipologia strutturale o per la limitata importanza ai fini della sicurezza pubblica e privata. Anche se resta fermo l'obbligo di rispettare le norme tecniche in vigore nella progettazione, queste opere, riportate nell'allegato A della delibera, sono esenti dalla trasmissione del progetto presso i Servizi Tecnici regionali per l'ottenimento dell'autorizzazione. Il rispetto delle norme tecniche deve essere certificato da un tecnico abilitato che deve dichiarare l'appartenenza dell'edificio realizzato all'allegato A. La delibera opera inoltre una differenziazione tra vere e proprie sopraelevazioni e altre tipologie di intervento che, benché simili, non rientrano in questa fattispecie. Secondo l'interpretazione data dalla Regione, la sopraelevazione è un intervento strutturale che comporta l'aggiunta in altezza di nuovi impalcati o l'incremento dell'altezza dell'ultimo impalcato, a meno che l'incremento non sia giustificato dall'esigenza di realizzazione di cordoli e non implichi l'aumento del numero di piani.

News Edilizia

in collaborazione con edilportale
Professionisti, preventivo scritto solo se richiesto dal cliente
Le tariffe restano per oneri e contributi alle Casse, tirocinio anche nelle pubbliche amministrazioni

Professionisti, preventivo scritto solo se richiesto dal cliente

Le tariffe restano per oneri e contributi alle Casse, tirocinio anche nelle pubbliche amministrazioni

Professionisti, preventivo scritto solo se richiesto dal cliente27/01/2012 - Si è finalmente delineato il quadro delle novità normative che interessano i liberi professionisti. È stato infatti pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 24 gennaio scorso, ed è entrato in vigore lo stesso giorno, il DL 1/2012 per la concorrenza, le infrastrutture e la competitività. Le disposizioni, ricordiamo, riguardano le tariffe professionali, gli obblighi del professionista, il tirocinio e i confidi. Tuttavia, tra la bozza circolata dopo il Consiglio dei Ministri del 20 gennaio (leggi tutto) e il testo del decreto-legge pubblicato in Gazzetta Ufficiale, ci sono alcune differenze. Abrogazione tariffe professionaliL'articolo 9 abroga le tariffe delle professioni regolamentate. Nei casi liquidazione giudiziale però, il compenso del professionista è determinato in base a parametri che saranno stabiliti con decreto del Ministero della Giustizia. Nel testo pubblicato in Gazzetta è stato aggiunta la previsione che, con decreto del Ministro della Giustizia, di concerto con il Ministro dell'Economia, saranno fissati anche i parametri per oneri e contribuzioni alle casse professionali e agli archivi precedentemente basati sulle tariffe. Si stabilisce però che l'utilizzo di tali parametri nei contratti tra professionisti e clienti rende nulla la clausola relativa alla determinazione del compenso, ai sensi dell'articolo 36 del Codice del consumo (Dlgs 206 del 6 settembre 2005). Obblighi del professionistaResta confermato che il compenso per le prestazioni professionali deve essere pattuito per iscritto al momento del conferimento dell'incarico professionale e che il professionista deve rendere noto al cliente il grado di complessità dell'incarico, fornendo tutte le informazioni utili circa gli oneri ipotizzabili dal momento del conferimento alla conclusione dell'incarico, e deve indicare i dati della polizza assicurativa per i danni provocati nell'esercizio dell'attività professionale. L'obbligo per il professionista di comunicare al cliente la misura del compenso con un preventivo scritto diventa meno stringente: nel testo pubblicato tale obbligo è stato subordinato alla richiesta esplicita del cliente.L'inosservanza di queste norme costituisce illecito disciplinare. TirocinioLa durata del tirocinio previsto per l'accesso alle professioni regolamentate non potrà essere superiore a 18 mesi e per i primi 6 mesi, potrà essere svolto, in presenza di un'apposita convenzione quadro stipulata tra i Consigli nazionali degli Ordini e il Ministro dell'Istruzione, Università e Ricerca, in concomitanza col corso di studio per il conseguimento della laurea di primo livello o della laurea magistrale o specialistica. A questa possibilità, il testo vigente del DL 1/2012 ne ha aggiunta un'altra: analoghe convenzioni possono essere stipulate tra i Consigli nazionali degli Ordini e il Ministro per la pubblica amministrazione e l'innovazione tecnologica per lo svolgimento del tirocinio presso pubbliche amministrazioni, dopo la laurea. È confermata la cancellazione della norma, introdotta con la Legge 148/2011, che prevedeva un equo compenso per i tirocinanti. Partecipazione dei professionisti al patrimonio dei confidiNessuna modifica per la disposizione, finalizzata ad integrare il comma 7 dell'art. 39 del DL 201/2011, che prevede che al capitale sociale dei confidi e delle banche possano partecipare imprese non finanziarie di grandi dimensioni, con la previsione della possibilità anche per i liberi professionisti di poter partecipare al capitale sociale con i medesimi limiti societari previsti per i predetti enti.LE PRIME AZIONI DEGLI ORDINI PROFESSIONALIPoiché l'inottemperanza delle nuove norme costituisce illecito disciplinare del professionista, il Consiglio Nazionale degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori si è immediatamente attivato per adeguare le norme deontologiche. Quanto prima - fa sapere il Cnappc - il Codice deontologico aggiornato sarà inviato agli iscritti e pubblicato sul sito awn.it. Inoltre, il Cnappc osserva che il DL 1/2012 non abroga l'art. 2233 del Codice Civile, mantenendo quindi sia il riferimento al decoro della professione che il ruolo delle Commissioni parcelle, che potranno essere comunque interpellate dal magistrato per verificare la congruità della prestazione. Il Ministero della Giustizia - informa il Cnappc - ha chiarito che le tariffe per i consulenti del giudice rimangono vigenti. Infine, secondo il Consiglio Nazionale, non essendo espressamente previsto nel testo del DL, appare ragionevole affermare che le nuove norme non sono da considerarsi retroattive e che, pertanto, i contratti in essere e le relative vidimazioni rimangono soggette alla precedente disciplina.

Ok al DL Semplificazioni: arriva il Piano nazionale edilizia scolastica
Il provvedimento istituisce la Banca Dati Nazionale dei Contratti Pubblici, che farà risparmiare alle imprese 140 milioni di euro l'anno

Ok al DL Semplificazioni: arriva il Piano nazionale edilizia scolastica

Il provvedimento istituisce la Banca Dati Nazionale dei Contratti Pubblici, che farà risparmiare alle imprese 140 milioni di euro l'anno

Ok al DL Semplificazioni: arriva il Piano nazionale edilizia scolastica27/01/2012 - Il Consiglio dei Ministri di oggi ha approvato il decreto-legge Semplificazione e sviluppo. Al termine della conferenza stampa sono stati illustrati i contenuti del provvedimento. Un ampio capitolo del decreto è dedicato all'edilizia scolastica. Per riqualificare e razionalizzare il patrimonio immobiliare scolastico e per ridurre le spese correnti di funzionamento, verrà redatto un Piano nazionale di edilizia scolastica. Il Piano, che dovrà essere approvato dal Cipe, dovrà prevedere interventi di ammodernamento e recupero del patrimonio esistente, anche ai fini della messa in sicurezza degli edifici, e di costruzione e completamento di nuovi edifici scolastici, da realizzare nel rispetto dei criteri di efficienza energetica e di riduzione delle emissioni inquinanti, favorendo il coinvolgimento di capitali pubblici e privati. La proposta di Piano dovrà essere trasmessa alla Conferenza unificata entro 30 giorni dalla data di entrata in vigore del DL il Piano andrà approvato entro i successivi 60 giorni. In attesa della definizione del Piano nazionale di edilizia scolastica, il Cipe approverà un Piano di messa in sicurezza degli edifici scolastici esistenti e di costruzione di nuovi edifici scolastici, anche favorendo interventi diretti al risparmio energetico e all'eliminazione delle locazioni. Quest'ultimo Piano attingerà alle risorse, 556 milioni di euro, già stanziate con delibera CIPE del 20 gennaio 2012 (leggi tutto) e di quelle assegnate al Ministero dell'istruzione, dall'art. 33, comma 8, della Legge 183 del 12 novembre 2011, pari a 100 milioni di euro per l'anno 2012. Al fine di adeguare la normativa tecnica vigente agli standard europei e alle più moderne concezioni di realizzazione e impiego degli edifici scolastici, e per abbassare i costi, entro 60 giorni dall'entrata in vigore della legge di conversione del DL, saranno emanate norme tecniche-quadro, contenenti gli indici minimi e massimi di funzionalità urbanistica, edilizia e didattica indispensabili a garantire indirizzi progettuali di riferimento adeguati e omogenei sul territorio nazionale. Entro 24 mesi dall'entrata in vigore del decreto le amministrazioni proprietarie di scuole, università ed enti di ricerca dovranno adottare misure per il contenimento del consumo energetico e per migliorarne l'efficienza energetica, anche utilizzando, in deroga all'articolo 12 del DL 98/2011, i contratti di servizio energia di cui al Dpr 412/1993 e al Dlgs 115/2008.Per razionalizzare il sistema degli appalti, sarà istituita presso l'Autorità di vigilanza sui contratti pubblici di lavori servizi e forniture la "Banca Dati Nazionale dei Contratti Pubblici" (Bdncp). Dal 1° gennaio 2013 la Banca Dati acquisirà la documentazione sul possesso dei requisiti da parte delle imprese che partecipano alle gare e le stazioni appaltanti verificheranno il possesso di tali requisiti esclusivamente tramite la Bdncp. Secondo il Ministro per la Pubblica amministrazione e la semplificazione, Filippo Patroni Griffi, questo nuovo strumento comporterà un risparmio per le imprese di almeno 140 milioni di euro all'anno.Il decreto introduce semplificazioni anche per gli impianti. È stato approvato il modello di dichiarazione unica di conformità per gli impianti termici, che sostituisce la documentazione prevista dal DM 37/2008 e dal D. lgs.152/2006 e va esibito in caso di controllo. Il testo specifica inoltre che resta fermo l'obbligo di comunicazione ai fini del rilascio del certificato di agibilità da parte del comune o in caso di allacciamento di una nuova fornitura di gas, energia elettrica o acqua.Per accelerare l'iter del Piano nazionale di edilizia abitativa, l'intesa per gli accordi di programma verrà resa nella seduta del Cipe ed eventuali rimodulazioni degli interventi saranno approvate con decreto del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti. Eventuali atti aggiuntivi agli accordi di programma saranno ratificati con decreto del Ministro delle Infrastrutture e dei trasporti di concerto con il ministro dell'Economia e delle finanze. Per semplificare gli adempimenti a carico delle piccole e medie imprese, sarà rivista la disciplina dell'autorizzazione unica ambientale per le PMI, in base ai seguenti principi: l'autorizzazione sostituisce ogni atto di comunicazione, notifica ed autorizzazione previsto dalla legislazione vigente in materia ambientale; l'autorizzazione unica ambientale è rilasciata da un unico soggetto; il procedimento deve essere improntato al principio di proporzionalità degli adempimenti amministrativi in relazione alla dimensione dell'impresa e al settore di attività, nonché all'esigenza di tutela degli interessi pubblici e non dovrà comportare l'introduzione di maggiori oneri a carico delle imprese.

Riconoscimento edifici rurali, il Milleproroghe conferma i tempi
Votata la fiducia alla Camera, stessi termini per le verifiche sismiche e tempo aggiuntivo al Sistri

Riconoscimento edifici rurali, il Milleproroghe conferma i tempi

Votata la fiducia alla Camera, stessi termini per le verifiche sismiche e tempo aggiuntivo al Sistri

Riconoscimento edifici rurali, il Milleproroghe conferma i tempi27/01/2012 - Primo giro di boa per il ddl di conversione del Decreto Milleproroghe. La Camera con 469 voti a favore, 74 contrari e 5 astenuti, ha votato la questione di fiducia posta dal Governo sull'approvazione del testo senza emendamenti. Nella versione che adesso passa al vaglio del Senato, restano le proroghe per il riconoscimento degli edifici rurali, le verifiche sismiche e la tracciabilità dei rifiuti. Edifici ruraliSlitta al 31 marzo 2012 il termine per le domande di riconoscimento degli edifici rurali, lasciando agli interessati più tempo per usufruire della possibilità messa a disposizione sia dal Dl Sviluppo, che aveva fissato al 30 settembre 2011 il termine per ottenere la classificazione A/6 o D/10 a seconda che l'immobile fosse destinato a uso residenziale o strumentale, sia dalla Manovra Salva Italia (Leggi Tutto). Il riconoscimento entro il 31 marzo evita il pagamento dell'Ici relativa al 2011. Così come spiegato dall'Agenzia del Territorio, dal 2012 la situazione cambia perché con l'avvento della Manovra Salva Italia, l'Imu si applica anche ai fabbricati rurali (Leggi Tutto). Verifiche sismicheProrogata al 31 dicembre 2012 la scadenza per le attività connesse con le verifiche sismiche. Si tratta delle verifiche tecniche - previste dell'Ordinanza del Presidente del Consiglio dei Ministri 3274/2003e obbligatorie per i proprietari degli immobili - degli edifici di interesse strategico e delle opere infrastrutturali la cui funzionalità durante gli eventi sismici assume rilievo fondamentale per le finalità di protezione civile. Sono esclusi gli edifici e le opere progettate in base alle norme sismiche vigenti dal 1984.La nuova scadenza vale anche per le disposizioni relative alle dighe di ritenuta, di cui all'articolo 4, comma 1, della Legge 139/2004, che richiedeva al Registro italiano dighe di individuare le dighe da sottoporre a verifica sismica ed idraulica in conseguenza della variata classificazione sismica dei siti o dei ridotti franchi di sicurezza idraulica, anche sulla base di quanto previsto dall'Opcm 3274/2003. SistriIl passaggio alla Camera concede più tempo per l'attivazione del Sistri. Rispetto al testo del decreto legge, che aveva fissato al 2 aprile 2012 l'entrata a regime del sistema di tracciabilità dei rifiuti, sono state accolte le proposte che hanno optato per il 30 giugno 2012.

Innovazione energetica in 855 Regolamenti edilizi comunali
Presentato a Klimahouse a Bolzano il Rapporto ONRE di Legambiente e Cresme

Innovazione energetica in 855 Regolamenti edilizi comunali

Presentato a Klimahouse a Bolzano il Rapporto ONRE di Legambiente e Cresme

Innovazione energetica in 855 Regolamenti edilizi comunali27/01/2012 - Edilizia sempre più sostenibile nei Comuni italiani. Sono 855, infatti, le realtà locali che hanno modificato i propri Regolamenti Edilizi per inserire nuovi criteri e obiettivi energetico-ambientali in modo da migliorare le prestazioni delle abitazioni e la qualità del costruito, con una spinta dal basso che riguarda grandi città e piccoli centri. Complessivamente sono 20 milioni i cittadini che vivono nei Comuni dove sono in vigore questi strumenti innovativi. Il dato arriva dal Rapporto ONRE (Osservatorio Nazionale Regolamenti Edilizi per il risparmio energetico) di Legambiente e Cresme, presentato ieri a Bolzano in un convegno nell'ambito di Klimahouse, la Fiera internazionale specializzata per l'efficienza energetica e la sostenibilità in edilizia, al quale hanno partecipato Lorenzo Bellicini (direttore tecnico Cresme), Edoardo Zanchini (vicepresidente Legambiente), Norbert Lantschner (ideatore e già direttore Agenzia CasaClima di Bolzano), Antonio Pezzi (vicepresidente Unione Comuni della Bassa Romagna), oltre a rappresentanti e aziende del settore delle costruzioni.Il Rapporto ONRE da cinque anni fotografa il cambiamento in atto nella filiera delle costruzioni e ne racconta la costante crescita (erano 705 i regolamenti sostenibili nel 2010, rispetto al 2008 il dato è aumentato di quattro volte), a partire proprio dalle novità introdotte nei Regolamenti Edilizi comunali che vanno oltre la normativa in vigore, con l'obiettivo di spingere una maggiore attenzione alla sostenibilità e qualità del costruire. I parametri presi in considerazione nell'analisi sono: isolamento termico, utilizzo di fonti rinnovabili, efficienza energetica degli impianti, orientamento e schermatura degli edifici, materiali da costruzioni locali e riciclabili, risparmio idrico e recupero acque meteoriche, isolamento acustico, permeabilità dei suoli e effetto isola di calore. A partire da quest'anno poi, sono state introdotte nuove valutazioni che riguardano le prestazioni dei serramenti, la contabilizzazione del calore e la certificazione energetica, a sottolineare l'interesse dei Regolamenti Edilizi come snodo fondamentale di indicazioni tecniche e procedurali, dove s'incrociano competenze in materia di urbanistica, edilizia ed energia di Stato, Regioni e Comuni. "I Regolamenti Edilizi comunali - ha dichiarato Edoardo Zanchini, vicepresidente di Legambiente - rappresentano sempre di più una efficace indicazione per capire l'innovazione in corso in Italia nel modo di progettare e costruire. Questi risultati dimostrano che l'innovazione in questo settore sta andando avanti, e che la spinta alla certificazione energetica e al miglioramento delle prestazioni impressa dall'Unione Europea sta producendo risultati. Ora occorre accompagnare questa prospettiva con una regia nazionale che spinga a fare dell'edilizia un settore di punta della green economy, capace di creare lavoro e di riqualificare le città italiane. La sfida che abbiamo di fronte - ha aggiunto Zanchini - è di portare l'intero settore delle costruzioni a raggiungere gli obiettivi fissati dall'Unione Europea al 2021, quando tutti i nuovi edifici dovranno essere progettati e costruiti in modo tale da avere bisogno di una ridotta quantità di energia per il riscaldamento e il raffrescamento che, in ogni caso, dovrà essere prodotta da fonti rinnovabili. I Regolamenti Edilizi comunali sostenibili e le tante buone pratiche diffuse nelle città italiane dimostrano che l'obiettivo è raggiungibile e utile per aprire una nuova fase per il settore delle costruzioni". Dal rapporto si evince come i regolamenti sostenibili siano diffusi oggi in tutte le Regioni italiane con forte prevalenza nelle regioni del nord: è la Lombardia infatti a mostrare la quantità più elevata di Comuni virtuosi (227), seguita da Emilia-Romagna (con 121) dove va segnalata l'esperienza del Regolamento Edilizio condiviso da 10 Municipi della Bassa Romagna con contenuti innovativi per risparmio idrico, energetico e utilizzo delle fonti rinnovabili, cui seguono il Veneto (con 87 Comuni) e il Piemonte (68).La ricerca traccia il quadro della normativa in vigore in Italia e la strada che il nostro Paese dovrà intraprendere nei prossimi anni per rispettare le Direttive europee in materia di efficienza energetica in edilizia. Tra le norme regionali più avanzate rispetto a questi temi sono da segnalare le Province Autonome di Trento e Bolzano, dove la certificazione energetica è oggi una pratica conosciuta e diffusa e dove si è stabilito che per tutte le nuove costruzioni la classe B deve essere, per tutti i nuovi interventi, quella minima obbligatoria. Bene anche la Regione Emilia-Romagna dove si è deciso di anticipare gli obblighi di sviluppo delle energie rinnovabili previsti dal Decreto 28/2011 e quindi di soddisfare una percentuale crescente dei fabbisogni di riscaldamento, raffrescamento, elettricità. Nel corso del convegno Legambiente ha anche evidenziato i tre temi più delicati che questa prospettiva di innovazione ha davanti per potersi diffondere adeguatamente in tutta Italia. Il primo riguarda i nuovi interventi edilizi, dove è possibile da subito stabilire un obbligo minimo di Classe A per tutti i nuovi interventi in modo da preparare il settore delle costruzioni alla scadenza fissata al 2021 dall'UE. Il secondo riguarda la riqualificazione energetica del patrimonio edilizio esistente, dove si deve dare certezze agli incentivi del 55% e introdurre un nuovo sistema che premi i miglioramenti della classe energetica degli edifici, in modo da quantificare il risparmio energetico e in bolletta e sensibilizzare così le famiglie. Infine, una regia nazionale per le regole che riguardano l'accreditamento dei certificatori, e poi i controlli e le sanzioni da parte delle Regioni, che rappresentano una condizione imprescindibile per dare certezze al sistema e garantire i cittadini. Fonte: Legambiente

Terre e rocce da scavo, a breve i chiarimenti
Attesi uno o più decreti del Min.Ambiente per la distinzione tra rifiuti e sottoprodotti da riutilizzare

Terre e rocce da scavo, a breve i chiarimenti

Attesi uno o più decreti del Min.Ambiente per la distinzione tra rifiuti e sottoprodotti da riutilizzare

Terre e rocce da scavo, a breve i chiarimenti27/01/2012 - Slitta la definizione di un panorama normativo certo per l'impiego di terre e rocce da scavo. Dopo l'approvazione di metodi con cui differenziare i rifiuti dai materiali da riutilizzare, il decreto liberalizzazioni ha rimandato la regolamentazione della materia a un decreto ministeriale successivo. Qualche chiarimento è stato introdotto con il Decreto Legge 2/2012, recante misure urgenti in materia ambientale. Nella relazione del Dl 2/2012, così come uscita dal Consiglio dei Ministri, prima della pubblicazione in Gazzetta Ufficiale, si legge che i materiali di riporto storici devono essere considerati sottoprodotti e non rifiuti. Si tratta di terre costituite da una miscela di materiali di origine antropica e terreno naturale che, utilizzati nei secoli per riempimenti e livellamenti, hanno determinato un nuovo orizzonte stratigrafico. Il testo fornisce un'interpretazione del D.lgs 152/2006, Testo Unico ambientale. La conferma definitiva dovrebbe arrivare con uno o più decreti del Ministero dell'Ambiente, cui è demandata la fissazione dei criteri in base ai quali distinguere tra rifiuti e sottoprodotti. In base al Testo Unico ambientale, è sottoprodotto e non rifiuto qualsiasi sostanza o oggetto originato da un processo di produzione di cui costituisce parte integrante e il cui scopo non è la produzione di tale sostanza od oggetto, utilizzato nel corso dello stesso o di un successivo processo di produzione. L'utilizzo deve essere diretto e non può comportare un trattamento diverso dalla normale pratica industriale. La sostanza o l'oggetto non devono infine procurare danni all'ambiente. Qualche chiarimento aggiuntivo era atteso dal decreto sulle liberalizzazioni. All'approvazione in CdM di una disciplina ad hoc per iniziare a mettere ordine nel reimpiego delle terre e rocce da scavo derivanti dalla realizzazione di gallerie, ha fatto seguito un dietrofront dell'Esecutivo, che ha rimandato la regolamentazione del settore all'emanazione di un decreto da parte del Ministero dell'Ambiente. Il testo uscito dal CdM considerava sottoprodotti, quindi riutilizzabili, le terre e rocce da scavo che durante il ciclo produttivo potevano risultare contaminate o mischiate da acqua, materiali, sostanze e residui di varia natura, come calcestruzzo, bentonite, pvc, vetroresina (Leggi Tutto).Ricordiamo che l'ex Ministro dell'Ambiente Stefania Prestigiacomo aveva varato un decreto per la definizione della materia delle terre e rocce da scavo. La bozza, che aveva destato qualche preoccupazione e aveva spinto il Consiglio di Stato a chiedere chiarimenti a riguardo, si è però arenata con le dimissioni del Governo Berlusconi.

Edilizia sostenibile ed efficienza energetica nel nuovo Pgt di Milano
Approvato dalla Giunta Comunale, il Piano per il governo del territorio passa all'esame del Consiglio

Edilizia sostenibile ed efficienza energetica nel nuovo Pgt di Milano

Approvato dalla Giunta Comunale, il Piano per il governo del territorio passa all'esame del Consiglio

Edilizia sostenibile ed efficienza energetica nel nuovo Pgt di Milano27/01/2012 - Edilizia sociale, servizi e maggiore efficienza energetica. Questi, secondo l'Assessore Ada Lucia De Cesaris i contenuti di maggior interesse del Pgt di Milano, approvato dalla Giunta Comunale. Il testo ha tenuto presenti le osservazioni presentate da cittadini, associazioni, operatori ed enti. Tra i punti più rilevanti spiccano la città come bene comune, riduzione delle possibilità di edificazione, 20mila alloggi di edilizia sociale, tutela per le aree verdi, maggiore efficienza energetica degli edifici e rilancio della mobilità ciclabile insieme al rafforzamento della rete del trasporto pubblico. Potenzialità edificatoria Il Piano riduce la potenzialità edificatoria di circa il 60%, attenuando le potenzialità di densificazione urbana attraverso l'introduzione di un indice massimo di utilizzazione territoriale. Vengono comunque mantenute le Slp, superfici lorde di pavimento, attraverso una migliore regolamentazione del cambio di destinazioni d'uso da produttivo ad abitativo. Edilizia residenziale socialeNonostante il taglio alla potenzialità edificatoria, aumenta la realizzazione di alloggi di edilizia sociale. Secondo le stime del Comune di Milano, col nuovo Pgt ne dovrebbero essere creati più di 20 mila. Nelle trasformazioni urbanistiche della città consolidata, ogni intervento che abbia rilevanza territoriale debba prevedere una quota significativa di edilizia residenziale sociale, pari ad almeno il 35% del potenziale edificatorio, mentre negli ambiti di trasformazione con vocazione abitativa questa quota sarà elevata al 50% del potenziale stesso. Efficienza energetica del patrimonio edilizio esistenteLa scelta operata è quella di promuovere la riqualificazione del patrimonio edilizio esistente, a partire da una maggiore efficienza energetica. Un'occasione per ripensare a interi quartieri. Il Piano attuale moltiplica infatti gli incentivi per gli interventi di efficienza energetica sugli edifici esistenti, spingendosi fino al limite massimo consentito dalla legge regionale, e riservando anche una particolare attenzione agli interventi di riqualificazione degli immobili di interesse storico-artistico, in ragione dei vincoli tecnici ed economici che tali interventi devono affrontare. Servizi e perequazioneNel Pgt adottato tutti i servizi interni al Tuc, Tessuto Urbano Consolidato, potevano trasformarsi in funzioni diverse senza che venisse identificata con precisione la destinazione d'uso per servizi. . A fronte di questa possibilità, il mantenimento, l'accreditamento e il convenzionamento del servizio o la costruzione di nuovi servizi dava diritto ad un credito di diritti edificatori liberamente commerciabile.Con l'accoglimento di osservazioni specifiche è stato possibile ridurre l'indice unico di perequazione, portandolo da 0,50 a 0,35 mq/mq. Per rendere definitive le misure, si attende ora il via libera del Consiglio.

Le imprese contro lo stop agli incentivi per il fotovoltaico a terra
Le Associazioni: ''la modifica della scorsa notte dell'articolo 65 crea più danni che benefici''

Le imprese contro lo stop agli incentivi per il fotovoltaico a terra

Le Associazioni: ''la modifica della scorsa notte dell'articolo 65 crea più danni che benefici''

Le imprese contro lo stop agli incentivi per il fotovoltaico a terra 26/01/2012 - Colpo di scena per lo stop all'accesso degli impianti fotovoltaici con moduli collocati a terra in aree agricole agli incentivi statali previsti dal Decreto Rinnovabili (Dlgs 28/2011). Il blocco dell'erogazione degli aiuti, a partire dal 24 gennaio scorso, è disposto dall'art. 65 dal Decreto-legge sulle liberalizzazioni (leggi tutto). ANIE/GIFI e APER hanno immediatamente chiesto lo stralcio della norma (nel testo della bozza uscita dal Consiglio dei Ministri di venerdì 20 gennaio), spiegando che le disposizioni relative al fotovoltaico non hanno niente a che vedere con lo scopo del Decreto sulle liberalizzazioni. Come noto - hanno spiegato le Associazioni -, il Dlgs 28/2011 ha normato in modo definitivo le installazioni fotovoltaiche su terreni agricoli, prevedendo restrizioni in termini di potenza massima installabile e di rapporto fra la superficie occupata dall'impianto e quella totale. Tale normativa si pone l'obiettivo di preservare i terreni agricoli da improprie speculazioni pur lasciando alle imprese agricole la possibilità di realizzare impianti fotovoltaici ad integrazione dell'attività agricola. Qualora l'art. 65 venisse confermato dal Parlamento - avvertivano ANIE/GIFI e APER -, il Dlgs 28/2011 verrebbe smentito, dimostrando l'assenza di un chiaro ed univoco disegno sullo sviluppo delle energie rinnovabili. Infatti l'art. 65 del Decreto sulle liberalizzazioni introdurrebbe un anno di totale anarchia durante il quale sarebbe possibile realizzare impianti su terreni agricoli di qualsiasi dimensione, senza i limiti di rapporto superficie impianto/superficie agricola. Ma ad una lettura attenta del testo pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 24 gennaio ed entrato in vigore lo stesso giorno, le Associazioni hanno scoperto che il testo dell'art. 65 è stato modificato prima della pubblicazione, "con gravi effetti per numerosi operatori che hanno investimenti in corso". Il testo pubblicato in Gazzetta Ufficiale - denunciano le Associazioni - introduce, incredibilmente, disposizioni retroattive che ledono gravemente i diritti dei produttori fotovoltaici che in buona fede hanno iniziato a realizzare nuovi impianti secondo la normativa vigente, da soli 10 mesi (Dlgs 28/2011). L'articolo 65, nella sua versione di ieri mattina - affermano - stralcia parte dell'articolo 10 del Dlgs 28/2011, che concedeva un anno di tempo ai produttori per mettere in esercizio gli impianti fotovoltaici a terra in area agricola, il cui iter autorizzativo fosse già avviato. L'abrogazione di questa norma transitoria getta nel panico i produttori i quali - prosegue la nota -, avendo già sostenuto tutti i costi per la realizzazione degli impianti, a meno di due mesi dalla scadenza dell'anno di tempo concesso dal Dlgs 28/2011, non sanno ora se mai potranno ricevere un incentivo per gli impianti prossimi a entrare in esercizio. Le Associazioni di categoria ribadiscono con forza la necessità che si evitino interventi normativi estemporanei e retroattivi che minano la stabilità del sistema e ledono la fiducia degli investitori e chiedono che finisca, in maniera definitiva, la fase in cui si decide senza ascoltare la voce delle forze sociali ed economiche che operano in concreto. ANIE/GIFI, APER, ASSOSOLARE e ASSO ENERGIE FUTURE unitamente chiedono con forza il rapido e autorevole intervento del Parlamento, affinchè in sede di conversione del Decreto venga stralciata definitivamente la nuova norma antifotovoltaico.

Fonte: Edilportale.com


Valutazioni di sicurezza - Verifiche di vulnerabilità sismica

Indagini e prove su edifici in muratura ed in c.a ai fini della determinazione del
livello di conoscenza dell'edificio (limitata, estesa, esaustiva)


Prove ultrasoniche travi e pilastri in c.a.

Prove sclerometriche
Carotaggio e prove a compressione
Analisi sonica per trasparenza


PROGETTAZIONE MIGLIORAMENTI ED ADEGUAMENTI SISMICI
Messa in sicurezza di edifici pubblici e privati


a

Rinforzi strutturali in fibra di carbonio
per l'adeguamento sismico:
progettazione, fornitura e posa in opera


Nuova normativa antisismica

Adeguamento sismico e messa in sicurezza di edifici esistenti, publici e privati, in Cemento Armato e Muratura con materiali compositi e fibre di carbonio.
Adeguamento sismico di opere infrastrutturali come ponti, viadotti, siano essi in muratura, in .c.a. in precompresso, in legno ed in acciaio.

Consolidamento di strutture in cemento armato

Ripristino delle capacità portanti di elementi strutturali, dovute al degrado o corrosione dei ferri d'armatura. Rinforzo a flessione ed a taglio di travi in c.a. a vista ed a spessore. Reintegro della funzione strutturale delle staffe, insufficienti o degradate. Cerchiaggio x il rinforzo di pilastri di tutte le dimensioni e forme. Aumento della resistenza a compressione del calcestruzzo nei pilastri. Rinforzo di solai in c.a, anche per aumenti di carico imprevisti. Collegamenti strutturali dei nodi trave – pilastro. Irrigidimenti di piano su solai in c.a. con collegamento alla struttura verticale. Ripristino delle capacità portanti di elementi strutturali danneggiati (ad esempio urto di mezzi nei ponti o sottopassaggi, incendi, infiltrazioni di acqua, ecc.). Cambio di destinazione d'uso dell'edificio, ove occorra aumentare la capacità portante ad esempio di travi e solai, oppure incrementare le prestazioni dei pilastri senza ingrossarli.
Rinforzo a flessione ed a taglio di travi in c.a con Rck deficitario
Rinforzo a flessione ed a taglio di travi in c.a con Rck deficitario
Rinforzo a flessione ed a taglio di travi in c.a
Rinforzo a flessione ed a taglio di travi in c.a
Adeguamento sismico struttura portante di capannone industriale; intervento post sisma Umbria e Marche 1997.
Adeguamento sismico struttura portante di capannone industriale;
intervento post sisma Umbria e Marche 1997.
Adeguamento sismico struttura portante di capannone industriale; intervento post sisma Umbria e Marche 1997. Particolare cerchiaggio pilastro.
Adeguamento sismico struttura portante di capannone industriale;
intervento post sisma Umbria e Marche 1997.
Particolare cerchiaggio pilastro.
Rinforzo strutturale di travi e pilastri,  struttura di copertura piscina pubblica
Rinforzo strutturale di travi e pilastri, struttura di copertura piscina pubblica
Rinforzo strutturale di travi e pilastri,  struttura di copertura piscina pubblica, particolare nodo trave pilastro.
Rinforzo strutturale di travi e pilastri, struttura di copertura piscina pubblica, particolare nodo trave pilastro.
Rinforzo strutturale di travi e pilastri,  struttura di copertura piscina pubblica, cerchiaggio pilastro.
Rinforzo strutturale di travi e pilastri, struttura di copertura piscina pubblica, cerchiaggio pilastro.
Irrigidimento di piano struttura in c.a. con collegamento strutturale alla struttura portante verticale
Irrigidimento di piano struttura in c.a. con collegamento strutturale alla struttura portante verticale
Irrigidimento di piano struttura in c.a. con collegamento strutturale alla struttura portante verticale
Irrigidimento di piano struttura in c.a. con collegamento strutturale alla struttura portante verticale
Irrigidimento di piano struttura in c.a. con collegamento strutturale alla struttura portante verticale
Irrigidimento di piano struttura in c.a. con collegamento strutturale alla struttura portante verticale
Rinforzo a flessione ed a taglio di travi in c.a gettate in opera; si noti la particolare forma a coda di rondine della parte terminale.
Rinforzo a flessione ed a taglio di travi in c.a gettate in opera;
si noti la particolare forma a coda di rondine della parte terminale.
Rinforzo a flessione ed a taglio di travi in c.a gettate in opera; particolare nastro ad U in funzione di staffa.
Rinforzo a flessione ed a taglio di travi in c.a gettate in opera; particolare nastro ad U in funzione di staffa.
Intervento di adeguamento sismico post sisma Umbria e Marche 1997. Si noti la precisione chirurgica dell'intervento
Intervento di adeguamento sismico post sisma Umbria e Marche 1997.
Si noti la precisione chirurgica dell'intervento
Intervento di adeguamento sismico post sisma Umbria e Marche 1997. Si noti la precisione chirurgica dell'intervento
Intervento di adeguamento sismico post sisma Umbria e Marche 1997.
Si noti la precisione chirurgica dell'intervento
Intervento di adeguamento sismico post sisma Umbria e Marche 1997. Si noti la precisione chirurgica dell'intervento
Intervento di adeguamento sismico post sisma Umbria e Marche 1997.
Si noti la precisione chirurgica dell'intervento
Fasciatura e rinforzo strutturale trave in c.a di un ponte carrabile
Fasciatura e rinforzo strutturale trave in c.a di un ponte carrabile

Consolidamento di strutture in muratura e miste

Rinforzo a flessione ed a taglio di elementi strutturali in muratura.
Recupero e/o aumento della capacità portante di pannelli murari.
Rinforzo di colonne e pilastri in mattoni di qualsiasi forma.
Connessioni strutturali tra muratura e struttura in c.a.
Cerchiaggio di contenimento interno ed esterno di strutture in muratura.
Creazione di cordoli alleggeriti in materiali compositi da integrare nella muratura.
Consolidamento strutturale di murature disomogenee, lesionate o danneggiate.
Ripristino della continuità strutturale tra elementi orizzontali o curvi ed elementi verticali.
Rinforzo strutturale setto murario in laterizio. Schema a Croce di S. Andrea
Rinforzo strutturale setto murario in laterizio. Schema a Croce di S. Andrea
Consolidamento mediante fasciatura orizzontale e verticale edificio in muratura portante a struttura mista
Consolidamento mediante fasciatura orizzontale e verticale edificio in muratura portante a struttura mista
Consolidamento mediante fasciatura orizzontale e verticale edificio in muratura portante a struttura mista
Consolidamento mediante fasciatura orizzontale e verticale edificio in muratura portante a struttura mista
Adeguamento sismico edificio di culto.
Adeguamento sismico edificio di culto.
Adeguamento sismico edificio in muratura, struttura mista.
Adeguamento sismico edificio in muratura, struttura mista.
Rinforzo a flessione travi IPE su solaio a voltine
Rinforzo a flessione travi IPE su solaio a voltine
Rinforzo strutturale colonne ed archi edificio storico
Rinforzo strutturale colonne ed archi edificio storico
Cerchiaggio e rinforzo colonna portante in muratura edificio storico
Cerchiaggio e rinforzo colonna portante in muratura edificio storico
Cerchiaggio e rinforzo colonna portante in muratura edificio storico
Cerchiaggio e rinforzo colonna portante in muratura edificio storico
Cerchiaggio e rinforzo colonna portante in muratura edificio storico; particolare arrotondamento spigolo
Rinforzo strutturale colonne ed archi edificio storico
Cerchiaggio colonna portante in pietra lesionata
Cerchiaggio colonna portante in pietra lesionata
Ripristino capacità portanti scala in muratura
Ripristino capacità portanti scala in muratura
Fasciatura integrale colonna in mattoni
Fasciatura integrale colonna in mattoni
Fasciatura integrale colonna in mattoni
Fasciatura integrale colonna in mattoni
Fasciatura integrale colonna in mattoni; particolare del capitello
Fasciatura integrale colonna in mattoni; particolare del capitello
Cerchiaggio e fasciatura trave in legno a pavimento
Cerchiaggio e fasciatura trave in legno a pavimento

Strutture voltate, cupole ed archi

Recupero e restauro strutturale di:
Volte a botte, volte a crociera, volte a vela, volte a cupola, volte a padiglione, volte miste.
Archi a tutto sesto, archi ribassati, archi rampanti, arco a sesto acuto o ellittico ecc.
Rinforzo di cupole a ombrello, estradossate e di qualsiasi tipologia architettonica.
Tutte le tipologie di intervento di consolidamento su strutture voltate possono essere eseguite all'intradosso ed all'estradosso, in base alle possibilità di accesso alla struttura stessa da consolidare.
All'occorrenza è possibile anche l'eliminazione delle chiavi di volta.
Rinforzo all'intradosso di volte a crociera
Rinforzo all'intradosso di volte a crociera
Rinforzo all'intradosso di volte a crociera
Rinforzo all'estradosso di volte a crociera
Rinforzo all'intradosso di volte a crociera
Rinforzo all'estradosso di volte a crociera
Rinforzo all'intradosso di volte a crociera
Rinforzo all'estradossodi volte a crociera
Rinforzo all'estradosso  di volte a botte
Rinforzo all'estradosso di volte a crociera
Rinforzo all'estradosso  di volte a cupola
Rinforzo all'estradosso di volte
Rinforzo all'intradosso di volte
Rinforzo all'intradosso di volte
Rinforzo all'intradosso di volte
Rinforzo all'intradosso di volte
Rinforzo all'intradosso di volte su struttura ad archi
Rinforzo all'intradosso di volte su struttura ad archi
Rinforzo all'intradosso di  volte a crociera
Rinforzo all'intradosso di volte a crociera
Rinforzo all'intradosso di  volte a crociera
Rinforzo all'intradosso di volte a crociera
Rinforzo all'intradosso di  arco in pietra
Rinforzo all'intradosso di arco in pietra
Rinforzo all'intradosso di  arco in pietra, disposizione fasce
Rinforzo all'intradosso di arco in pietra, disposizione fasce
Rinforzo all'intradosso di  arco in pietra, particolare posa nastro
Rinforzo all'intradosso di arco in pietra, particolare posa nastro
Rinforzo all'intradosso di  arco in pietra, particolare nastro in opera
Rinforzo all'intradosso di arco in pietra, particolare nastro in opera
Rinforzo di volte, stesura strato finale di resina epossidica
Rinforzo di volte, stesura strato finale di resina epossidica