IL NOSTRO OBIETTIVO:

Rendere sicuri gli edifici esistenti, pubblici e privati, in caso di eventi sismici e non solo

1908 - Messina 1976 - Friuli 1980 - Irpinia 2002 - Molise 2009 - L'Aquila
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ADEGUAMENTO SISMICO DI EDIFICI ESISTENTI

Rinforzi strutturali in fibra di carbonio

Fornitura e posa in opera progettazione antisismica messa in sicurezza di edifici, adeguamento antisismico di strutture in cemento armato e muratura.

Adeguamento sismico

Fibre carbonio: Messa in sicurezza di Pilastri, travi e solai, ristrutturazioni antisismica di edifici storici e sottoposti a vincoli, con materiali compositi, calcolo strutturale.

Diagnostica
strutturale
degli edifici
Progettazione
e adeguamento
sismico
Rinforzi strutturali
in fibra di carbonio
Fornitura e posa in opera


Lo staff di adeguamento sismico Indagini e prove sugli edifici Progettazione e adeguamento sismicoProgettazione e adeguamento sismico Rinforzi strutturali in fibra di carbonio Richiesta informazioni e preventivi gratuiti

Target

Analisi sismica dello stato di fatto degli edifici in muratura La sicurezza delle costruzioni esistenti
a cura del
Geom. Andrea Fava

Focus tecnico


a cura del
Prof. Ing. Paolo Foraboschi

Edifici strategici

Analisi sismica dello stato di fatto degli edifici in muratura La sicurezza sismica degli ospedali
Fonte: Ministero della Salute

News antisismica

in collaborazione con edilportale
Antisismica Lazio, scatta dal 29 febbraio il nuovo regolamentoAntisismica Lazio, scatta dal 29 febbraio il nuovo regolamento
27/2/2012 | Prevista la gestione telematica delle richieste attraverso il sistema Sitas, collaudo per tutti gli edifici

Antisismica Lazio, scatta dal 29 febbraio il nuovo regolamento

27/2/2012 | Prevista la gestione telematica delle richieste attraverso il sistema Sitas, collaudo per tutti gli edifici

Antisismica Lazio, scatta dal 29 febbraio il nuovo regolamento27/02/2012 - Il Lazio regolamenta il sistema di costruzione e le procedure necessarie in zona sismica. Con il regolamento 2/2012 la Regione pone le basi anche per l'adeguamento degli edifici esistenti e la gestione telematica delle richieste attraverso il sistema Sitas. Le nuove misure si applicano ai progetti presentati dopo il 29 febbraio 2012. Al contrario, quelli presentati prima restano disciplinati dalla normativa precedente sulle autorizzazioni sismiche. Anche per i progetti che devono adeguarsi alla nuova normativa, fino alla messa in funzione del sistema Sitas, i documenti potranno essere presentati in formato cartaceo. Secondo il regolamento, è richiesto il certificato di collaudo per tutte le costruzioni realizzate con qualsiasi tipologia strutturale. Il progettista è responsabile delle opere progettate e dei loro requisiti tecnici, così come della veridicità dei dati immessi nel sistema informatico. Non sono soggetti ad autorizzazione sismica le opere temporanee, gli interventi limitati sui tramezzi o sulle tamponature, il rifacimento dei pavimenti, arredi interni, sostituzione degli abbaini, le serre e le piccole costruzioni con superfici massime di 10 metri quadri e altezze fino a 3 metri. Nel regolamento sono indicati anche i progetti non sottoposti a controllo, come ad esempio gli edifici adibiti a civile abitazione con fondazioni di tipo superficiale, pensiline e coperture di scale esterne. Il regolamento prevede sanzioni penali per quanti non rispettino le norme antisismiche. Dopo i dovuti accertamenti, la sanatoria è possibile solo successivamente al procedimento penale.

Antisismica, in Toscana aggiornamento conforme alle NTCAntisismica, in Toscana aggiornamento conforme alle NTC
24/2/2012 | Nella progettazione diventa centrale l'azione sismica calcolata per il sito coinvolto dall'intervento

Antisismica, in Toscana aggiornamento conforme alle NTC

24/2/2012 | Nella progettazione diventa centrale l'azione sismica calcolata per il sito coinvolto dall'intervento

Antisismica, in Toscana aggiornamento conforme alle NTC24/02/2012 - La Toscana si adegua alle NTC, Norme tecniche per le costruzioni. È in vigore la Legge Regionale 4/2012, che modifica la LR 1/2005 sul governo del territorio e la LR 58/2009 sulla prevenzione del rischio sismico. I criteri di progettazione si aggiornano, passando dai sistemi del 2005, ormai superati, a quelli previsti dalle norme tecniche in materia di costruzioni in zone sismiche. Col nuovo criterio, la progettazione deve considerare l'azione sismica calcolata per il sito coinvolto dal progetto, che va localizzato sulla mappa nazionale di pericolosità contenuta nell'allegato B delle NTC. La nuova norma introduce una percentuale minima e una massima del campione di progetti da sottoporre a verifica. La precedente disciplina prevedeva invece una misura fissa secondo la quale il 10% dei progetti doveva essere assoggettato a controllo. In base alle nuove disposizioni, il progettista, oltre agli adempimenti già di sua competenza, deve indicare la zona sismica dove si intende realizzare l'intervento e la fascia di pericolosità del sito.

Ricostruzione L'Aquila: gli ingegneri italiani lanciano l'allarmeRicostruzione L'Aquila: gli ingegneri italiani lanciano l'allarme
16/2/2012 | Incertezza sui tempi dei finanziamenti e ridotta sicurezza antisismica

Ricostruzione L'Aquila: gli ingegneri italiani lanciano l'allarme

16/2/2012 | Incertezza sui tempi dei finanziamenti e ridotta sicurezza antisismica

Ricostruzione L'Aquila: gli ingegneri italiani lanciano l'allarme16/02/2012 - L'eccessivo allungamento dei tempi di ricostruzione e il ritardo nell'avvio dei lavori di recupero degli edifici danneggiati hanno già portato gli Ingegneri italiani ad esprimere forti perplessità sulla soluzione di guidare gli interventi di ricostruzione post-terremoto dell'Aquila attraverso complicati e farraginosi Piani di Ricostruzione, inutili per come sono stati concepiti e che innescano burocrazie difficilmente gestibili. Un documento del Centro Nazionale di Studi Urbanistici (CeNSU) e del CNI, sottoscritto da tutti gli Ordini provinciali e dalla Federazione degli Ordini dell'Abruzzo, sottolinea gli aspetti che non sembrano avere ancora avuto la giusta risposta. A partire dall'eccessiva burocratizzazione dei Piani di Ricostruzione e dall'ingerenza delle Università nella fase di progettazione. Gli ingegneri sottolineano la necessità di individuare le priorità di intervento, distinguendo la situazione de L'Aquila, capoluogo regionale e città di grande rilevanza storica, rispetto ai piccoli centri rurali, nuclei e case sparse e coinvolgere, sin dalla fase di progettazione, le professionalità locali che costituiscono il naturale tramite tra la società civile e le strutture tecniche di coordinamento. "Il piano di ricostruzione dovrà farsi carico, accompagnandolo dove possibile ed in modo tempestivo, con direttive più che con norme, con accordi più che con vincoli, di un progetto edilizio complessivo che appare sempre più urgente ed indifferibile, sul quale concentrare tutte le risorse". Per quanto riguarda la certezza dei tempi e dei finanziamenti diventa indispensabile definire, immobile per immobile, l'entità del finanziamento pubblico e l'impegno integrativo del proprietario sulla base di un progetto edilizio, seppur di massima. Come è avvenuto in Friuli, l'anticipo dell'erogazione del contributo pubblico e le agevolazioni fiscali, come ad esempio l'esenzione IVA, sono stati fondamentali per l'avvio dei cantieri. È altrettanto importante saper valutare le proporzioni del mix pubblico-privato che si sta componendo e che va programmato con precisione. Nelle ricostruzioni già avvenute nel passato le risorse pubbliche erogate hanno movimentato almeno altrettante risorse private e questo mix è stato il motore vero di una Ricostruzione compiuta. Il miglioramento degli edifici che i tecnici possono garantire con l'adeguamento del 100% alla normativa sismica costituisce un'indicazione di civiltà ed è il primo fattore di sicurezza, anche psicologica, di un territorio esposto a rischio terremoto. Sul fronte della sicurezza antisismica degli edifici riparati o esistenti gli ingegneri considerano assurdo il limite dell'80% del contributo pubblico ed il restante 20% a carico del privato. Inoltre, l'adeguamento sismico, come è per l'edificio ricostruito ex novo, deve essere totale anche per quello riparato e in questa ottica, va messo in atto un importante ed esteso processo di adeguamento per il patrimonio edilizio esistente, anche non danneggiato. Infine un messaggio chiaro sull'etica della ricostruzione. La complessa macchina dell'edilizia che si metterà in moto deve essere equilibrata anche sul piano degli interessi contrapposti che si metteranno in gioco. Il ruolo del tecnico, pubblico e privato, quello della pubblica amministrazione e delle imprese devono garantire la trasparenza del processo. Il CNI ha proposto un Codice etico per la Ricostruzione al fine di garantire un comportamento deontologico degli ingegneri, ma anche per prevenire o illuminare le situazioni non-etiche, presupposto spesso di veri atti di corruzione. Fonte: Ufficio stampa Consiglio Nazionale Ingegneri

Semplificazione interventi in zona sismica per la tutela dei posti di lavoroSemplificazione interventi in zona sismica per la tutela dei posti di lavoro
14/2/2012 | Il Veneto a sostegno dell'edilizia con una norma di recente approvata dal Consiglio

Semplificazione interventi in zona sismica per la tutela dei posti di lavoro

14/2/2012 | Il Veneto a sostegno dell'edilizia con una norma di recente approvata dal Consiglio

Semplificazione interventi in zona sismica per la tutela dei posti di lavoro14/02/2012 - Diventano più semplici, ma senza compromettere la sicurezza, gli interventi in zona sismica nel Veneto. Il Consiglio Regionale ha approvato infatti una legge che snellisce le autorizzazioni per la realizzazione di piccole opere pubbliche e lavori di lieve entità o modesta complessità strutturale. Secondo la nuova norma, la Giunta deve predisporre un elenco degli interventi che possono essere semplificati, andando incontro alle esigenze espresse dalle categorie professionali, che avevano lamentato l'insostenibilità di alcuni interventi per le piccole imprese. A detta di Paolo Tosato, relatore del provvedimento, la norma agevola le piccole realtà imprenditoriali, che potranno così accettare le commesse per la realizzazione di piccoli interventi in zona sismica. Si tratta di piccole opere strutturali in acciaio, come recinzioni, tettoie e gazebo, che grazie ai minori adempimenti burocratici, avranno un costo sostenibile anche per le piccole imprese. Secondo Tosato, la semplificazione non implica una perdita in termini di sicurezza, ma contribuirà a creare e preservare circa 120 mila posti di lavoro nel settore edile.

Gli ingegneri juniores possono progettare in zona sismicaGli ingegneri juniores possono progettare in zona sismica
14/2/2012 | Consiglio di Stato: la normativa non preclude questa competenza agli iscritti nella Sezione B

Gli ingegneri juniores possono progettare in zona sismica

14/2/2012 | Consiglio di Stato: la normativa non preclude questa competenza agli iscritti nella Sezione B

Gli ingegneri juniores possono progettare in zona sismica14/02/2012 - Gli ingegneri iscritti nella sezione B dell'Albo professionale possono progettare edifici in zona sismica. Lo ha affermato il Consiglio di Stato con la Sentenza 686 del 9 febbraio 2012, che ribalta la precedente pronuncia del Tar. La questione riguarda il progetto di un'abitazione rurale presentato da un ingegnere junior ad un Comune e al Servizio Sismico della Regione. Il progetto non è stato autorizzato perché le amministrazioni competenti hanno ritenuto che la progettazione in zona sismica non rientrasse nella competenza degli ingegneri e architetti juniores. L'ingegnere junior e Sind.In.Ar 3 (Sindacato Nazionale Ingegneri Juniores e Architetti Juniores) si sono rivolti al Tar, il quale ha respinto il ricorso richiamando gli artt. 16 e 46 del dPR 328 del 5 giugno 2001, che, nel delineare le competenza degli ingegneri e architetti juniores, fanno riferimento alla "progettazione di costruzioni civili semplici con l'uso di metodologie standardizzate". Secondo il Tar, da tali norme si desume che l'architetto e l'ingegnere juniores non possano mai essere chiamati a risolvere problemi di speciale complessità e che le costruzioni in zona sismica, invece, dovrebbero sempre reputarsi di speciale difficoltà, poiché la loro progettazione presupporrebbe l'applicazione di metodologie e normative complesse e richiederebbe una conoscenza avanzata dell'ingegneria strutturale e geotecnica. La questione è stata portata davanti al Consiglio di Stato. I giudici di Palazzo Spada hanno, prima di tutto, ricordato che il dPR 328 del 5 giugno 2001 prevede due distinte Sezioni (A e B) per gli Albi, rispettivamente riservate ai laureati di primo e di secondo livello, individuando le competenze degli iscritti alle due Sezioni, e hanno sottolineato che l'elencazione delle attività attribuite agli iscritti ai diversi settori delle sezioni A e B dell'Albo degli ingegneri ha il solo scopo di ripartire le competenze, esplicitando quelle maggiormente caratterizzanti la professione, senza modificare il quadro complessivo delle attività esercitabili nell'ambito della professione stessa. I ricorrenti hanno posto all'attenzione del Consiglio di Stato ulteriori questioni: il Tar ha ritenuto che le costruzioni in zona sismica siano connotate sempre e comunque dalla necessità di "risolvere problemi di rilevante complessità", senza entrare nel merito del progetto; la normativa non si occupa minimamente della progettazione in area sismica; nella decisione del Tar la "metodologia standardizzata" è stata equiparata alla "metodologia semplice". I giudici di Palazzo Spada, nella sentenza, concordano sull'assenza, nelle norme che disciplinano l'attività degli ingegneri e degli architetti juniores, di qualsivoglia preclusione alle costruzioni in area sismica e affermano - pur riconoscendo la specificità della progettazione in area sismica - che è necessaria una valutazione caso per caso dei progetti in zona sismica, che tenga conto in concreto dell'opera prevista, delle metodologie di calcolo utilizzate, e che potrà essere tanto più rigida quanto maggiore sia il rischio sismico in cui l'area è classificata. Nel caso in oggetto tale valutazione è del tutto mancata. Il Consiglio di Stato ha accolto quindi l'appello degli ingegneri juniores e annullato il diniego obbligando l'Amministrazione a ripronunciarsi sul progetto.I COMMENTI"Ancora una vittoria per la sezione B". Così definisce la sentenza Vincenzo Boccassini, Presidente di CUP3, il Coordinamento Universitari e Professionisti triennali. "Tale decisione, al di là del merito dello specifico contenzioso - spiega Boccassini in un comunicato -, stabilisce dei fondamentali principi che non lasciano più spazio ad ulteriori fraintendimenti per le competenze professionali della sezione B". Dopo i principi sanciti dalle sentenze di pari rilevanza del Tar Campania (1501/2005) e del Consiglio di Stato (1473/2009), CUP3 auspica che "l'odierna decisione contribuisca definitivamente a fare chiarezza in ambito di ripartizione di competenze professionali tra le due sezioni degli Albi degli Architetti e degli Ingegneri, ridando la giusta serenità, da troppo tempo andata smarrita, ad una intera generazione di giovani professionisti con il conseguente rilancio di tali figure professionali europee".

26 milioni di euro alle Regioni per le scuole26 milioni di euro alle Regioni per le scuole
1/2/2012 | In Gazzetta il Dpcm con le risorse 2011 per interventi antisismici e costruzione di nuovi edifici

26 milioni di euro alle Regioni per le scuole

1/2/2012 | In Gazzetta il Dpcm con le risorse 2011 per interventi antisismici e costruzione di nuovi edifici

26 milioni di euro alle Regioni per le scuole01/02/2012 - È stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il DPCM del 28 ottobre 2011 che assegna 26 milioni di euro a 17 Regioni per la realizzazione di interventi infrastrutturali nelle scuole. Le Regioni beneficiarie dello stanziamento sono: Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, Lazio, Liguria, Lombardia, Marche, Molise, Piemonte, Puglia, Sicilia, Toscana, Umbria, Veneto. La ripartizione tra le Regioni delle risorse relative all'annualità 2011 è stata disposta con l'OPCM 3927 del 2 marzo 2011 (leggi tutto). Le Regioni hanno quindi predisposto i propri piani di ristrutturazione del patrimonio immobiliare scolastico e di costruzione di nuovi edifici; tali piani sono stati approvati dal Dipartimento della Protezione Civile e gli interventi finanziati con il DPCM appena pubblicato. Lo stanziamento definitivo ammonta a poco meno di 26 milioni di euro, a fronte di 20 milioni di euro preventivati a marzo 2011. Confermati i 3 milioni 240mila euro destinati alla Campania; alla Sicilia vanno 4 milioni 669mila euro, a fronte di 2 milioni 735mila assegnati a marzo, mentre il Lazio si aggiudica 3 milioni 690mila euro, a fronte dei 2 milioni 137mila di marzo.Il DPCM 28 ottobre 2011 attua l'articolo 32-bis della legge 326 del 24 novembre 2003, che ha istituito il Fondo per interventi straordinari, per contribuire alle opere infrastrutturali, soprattutto a quelle necessarie alla riduzione del rischio sismico, e per far fronte ad eventi straordinari. Lo stesso art. 32-bis assegnava al Fondo 73.487.000,00 euro per il 2003 e 100 milioni di euro per ciascuno degli anni 2004 e 2005.Successivamente, la Finanziaria 2008, all'art. 2, comma 276, ha aggiunto al Fondo altri 20 milioni di euro dal 2008, per l'adeguamento strutturale ed antisismico degli edifici scolastici e per la costruzione di nuove scuole in sostituzione di edifici esistenti a rischio sismico. Con Ordinanze del Presidente del Consiglio dei Ministri vengono stabiliti i criteri di utilizzo delle risorse per ciascuna annualità e ripartite tra Regioni e Province Autonome le somme, tenendo conto dei livelli di rischio sismico dei diversi territori. Una tranche di 18 milioni di euro è stata assegnata a 13 Regioni con il DPCM del 12 gennaio 2010, pubblicato sulla Gazzetta del 17 marzo 2010 (leggi tutto). Ulteriori 16 milioni di euro per interventi infrastrutturali nelle scuole in 15 Regioni sono stati assegnati con il DPCM del 4 dicembre 2010, pubblicato sulla Gazzetta del 15 febbraio 2011 (leggi tutto). Il DPCM28 ottobre 2011 assegna, come già detto, le risorse relative all'annualità 2011. Scuole ancora al centro dell'attenzione quindi, dopo lo sblocco di 556 milioni di euro da parte del CIPE per interventi di messa in sicurezza delle scuole e per la costruzione di nuovi plessi all'avanguardia in termini di efficientamento e consumo energetico (leggi tutto) e l'avvio del Piano nazionale di edilizia scolastica previsto dal DL Semplificazioni (leggi tutto).

News Edilizia

in collaborazione con edilportale
Ok del Senato alle mozioni sulle rinnovabili, modifiche in vista per il Quinto Conto Energia
Sottosegretario De Vincenti: proposte in linea con gli obiettivi del Governo, senatori soddisfatti ma preoccupati per le strategie nazionali

Ok del Senato alle mozioni sulle rinnovabili, modifiche in vista per il Quinto Conto Energia

Sottosegretario De Vincenti: proposte in linea con gli obiettivi del Governo, senatori soddisfatti ma preoccupati per le strategie nazionali

Ok del Senato alle mozioni sulle rinnovabili, modifiche in vista per il Quinto Conto Energia18/05/2012 - Più vicina la modifica dei decreti ministeriali su Quinto Conto Energia e rinnovabili elettriche diverse dal fotovoltaico. Sono state prese in considerazione le richieste con cui addetti ai lavori e Regioni hanno chiesto al Governo di intervenire sui testi recependo una serie di modifiche. Il Senato ha infatti approvato ieri le mozioni presentate nei giorni scorsi per aprire un tavolo di confronto e rivedere i meccanismi incentivanti, dando agli operatori più tempo per l'adeguamento. Al centro delle richieste convalidate dal Senato c'è un sistema di incentivazione che garantisca nel Paese una prospettiva di crescita di lungo termine, la trasparenza sull'impatto che le agevolazioni hanno sui costi dell'energia elettrica di famiglie e imprese e la tutela degli investimenti effettuati.Secondo il Sottosegretario di Stato per lo Sviluppo economico De Vincenti, le mozioni sono state ritenute condivisibili perché convergenti sull'obiettivo che il Governo intende raggiungere per lo sviluppo delle rinnovabili. Il rappresentante dell'Esecutivo ha inoltre ribadito l'impegno a superare gli obiettivi fissati in sede europea per il 2020 anche attraverso la riparametrazione degli incentivi rispetto al progressivo abbassamento dei costi. Oltre all'apprezzamento espresso per le correzioni, nel corso degli interventi è stata manifestata anche preoccupazione per l'assenza di una strategia energetica nazionale e il ritardo con cui si sta dando attuazione al Decreto Legislativo 28/2011, che ha recepito la direttiva comunitaria in tema di incentivi per lo sviluppo delle fonti energetiche rinnovabili. Secondo i senatori del Pd Francesco Ferrante e Roberto Della Seta, oltre all'incentivazione elettrica il Governo dovrebbe ora procedere con l'emanazione dei decreti sull'incentivazione a energia termica e biometano. Per il senatore IdV, Luigi Li Gotti, l'approvazione delle mozioni è un passo avanti ma non basta perché "manca ancora un strategia complessiva in grado di equipararci al resto d'Europa". Ricordiamo che, secondo le bozze presentate dal Governo, il quinto Conto Energia prevede un taglio del 35% degli incentivi (leggi tutto), mentre il decreto per le altre rinnovabili allinea gli incentivi alla media europea e introduce meccanismi per governare la nuova potenza installata (leggi tutto). La settimana scorsa la Conferenza delle Regioni ha rinviato l'esame dei decreti, condizionando il via libera sui due provvedimenti all'accettazione da parte del Governo di una serie di richieste. Tra le proposte avanzate, l'aumento del tetto economico da 500 milioni a un miliardo, ma anche l'esclusione dagli impianti soggetti a registro quelli di potenza inferiore a 20 kW, quelli pubblici di qualsiasi potenza, quelli con caratteristiche innovative e quelli a concentrazione. L'Esecutivo aveva già mostrato dei segnali di apertura, accettando di inserire il sostegno al Made In e la proroga, dal primo luglio al primo ottobre, dell'entrata in vigore del nuovo sistema.

Edifici a Energia Quasi Zero: tutte le criticità della certificazione
A Udine l'undicesima tappa del Tour di Edilportale dedicato all'edilizia sostenibile

Edifici a Energia Quasi Zero: tutte le criticità della certificazione

A Udine l'undicesima tappa del Tour di Edilportale dedicato all'edilizia sostenibile

Edifici a Energia Quasi Zero: tutte le criticità della certificazione18/05/2012 - Ha fatto tappa ieri a Udine il Tour Edifici a Energia Quasi Zero, dedicato all'edilizia sostenibile. Al centro della discussione le esperienze di progettazione di case passive e i sistemi di certificazione energetica. In Friuli Venezia Giulia, al 2011, gli attestati di certificazione energetica rilasciati sono stati 12.473, ma il 40% di essi è costituito da autocertificazioni in classe G. Il dato è stato fornito da Dario Danese, Direttore Infrastrutture, mobilità, Pianificazione territoriale e LLPP della Regione Friuli Venezia Giulia. La certificazione energetica in FVG - ha spiegato Danese - è disciplinata dal Protocollo VEA, messo a punto nel 2009 e modificato nell'ottobre 2011 (leggi tutto), dopo che erano state rilevate alcune criticità. Il FVG - ha proseguito Danese - ha messo in campo una strategia composta da numerose azioni, alcune delle quali già in incubazione, tra cui: la creazione di un centro tecnico-scientifico per la formazione continua, probabilmente presso l'ARES, Agenzia Regionale per l'Edilizia Sostenibile; il sostegno al'edilizia pubblica sostenibile, non solo residenziale; l'incentivazione dell'acquisto della prima casa, se ad alta efficienza, e alla riqualificazione energetica della prima casa. Le altre azioni che il FVG intende portare avanti sono: la creazione di una filiera locale dell'edilizia sostenibile; la semplificazione di norme e procedure; l'assegnazione di bonus volumetrici e riduzione degli oneri per premiare l'efficienza energetica; l'incentivazione delle imprese che innovano, ad esempio nel campo della domotica. Molto importante - ha concluso Danese - l'implementazione di un sistema di controllo dei certificati energetici e degli "appalti verdi", un sistema che aggiudichi i contratti pubblici premiando le imprese più attente al ciclo di vita dell'edificio e ai materiali a Km 0.Scarica gli atti del convegno Onorio Saro, docente al Dipartimento Energetica e Macchine dell'Università agli Studi di Udine, ha ricordato che nell'attuale situazione di crisi energetica, in un Paese come l'Italia che importa gran parte dell'energia che consuma, è fondamentale tendere ad un bilancio in pareggio tra energia prodotta ed energia consumata. E ha illustrato un'ipotesi di riqualificazione energetica di un edificio unifamiliare, attraverso interventi sugli impianti e sull'involucro, con l'analisi dei costi tenendo conto delle detrazioni del 36% e del 55%. Secondo Norbert Lantschner, ideatore dell'Agenzia CasaClima, la certificazione energetica, nata per premiare la qualità, è stata un'occasione sprecata per l'Italia, visto che, nonostante la disponibilità sul mercato di tecnologie e materiali ad alte prestazioni, gli edifici in classe A sono ancora pochissimi. Per superare la crisi energetica, climatica ed economica - ha spiegato Lantschner - l'edilizia a energia quasi zero è una strada obbligata, e ha indicato le priorità: il risparmio energetico, l'efficienza degli impianti e la corretta gestione dell'edificio. Anche l'IMU, secondo Lantschner, dovrebbe essere calcolata in base alle prestazioni energetiche della casa. Infine, Lantschner ha annunciato il suo prossimo progetto: una Fondazione per promuovere la progettazione sostenibile, che metterà in rete fondatori, sostenitori, istituzioni e imprese, una piattaforma nazionale declinata a livello regionale. Francesco Nesi, Direttore di Zephir, Zero Energy and Passivhaus Institute for Research, ha illustrato i criteri per progettare e costruire una casa passiva, una casa che mette al primo posto il benessere abitativo. La prima Passivahaus - ha spiegato Nesi - è stata realizzata nel 1991, oggi ce ne sono più di 30.000 nel mondo. Per progettarle, è disponibile il software PHPP. Infine, è intervenuto Valerio Pontarolo, Presidente dell'ANCE Friuli Venezia Giulia, imprenditore edile e produttore di materiali per l'edilizia sostenibile. Cinque anni fa - ha detto - sembrava sembrava difficilissimo progettare e realizzare case passive, oggi le tecnologie co sono mai i progettisti devono aggiornarsi. La certificazione energetica può essere un volano di sviluppo per questo settore ma gli standard sono troppi e la normativa nazionale dimentica una fase fondamentale: i controlli in cantiere.I partecipanti al convegno hanno ricevuto gratuitamente il Vademecum "Edifici a Energia Quasi Zero". La partecipazione dà diritto all'assegnazione di crediti formativi.Tutti i progettisti che si occupano di edifici sostenibili possono pubblicare i propri progetti nella nuova sezione di Archilovers dedicata agli edifici e energia quasi zero: Archilovers/edificieenergiaquasizero.I prossimi appuntamenti:GENOVA - 23 maggio 2012TORINO - 24 maggio 2012PARMA - 6 giugno 2012VERONA - 7 giugno 2012ISCRIVITI ALLA TUA TAPPA!

Piano Casa Piemonte e Dl Sviluppo, doppia via per la riqualificazione
Una circolare chiarisce i procedimenti previsti dalle due norme per il recupero del patrimonio edilizio

Piano Casa Piemonte e Dl Sviluppo, doppia via per la riqualificazione

Una circolare chiarisce i procedimenti previsti dalle due norme per il recupero del patrimonio edilizio

Piano Casa Piemonte e Dl Sviluppo, doppia via per la riqualificazione18/05/2012 - Piano Casa o Decreto Sviluppo. La circolare 7/2012, elaborata dalla Regione Piemonte, spiega a quali norme rifarsi per la riqualificazione e l'ampliamento degli edifici. Il documento è stato predisposto dopo le molteplici domande di chiarimento giunte alle amministrazioni competenti sulle norme cui riferirsi per intraprendere interventi di riqualificazione sugli immobili. Come si legge nel testo della circolare, dato che sono ormai trascorsi i 120 giorni, previsti dal DL Sviluppo 70/2011 per l'emanazione di specifiche disposizioni regionali, si applicano le disposizioni della legge nazionale secondo la quale agli edifici residenziali spetta un premio volumetrico del 20%, mentre a quelli a destinazione un ampliamento fino al 10%.Ciò significa che la legge che ha convertito il decreto sviluppo è applicabile, ma, spiega la circolare, limitatamente al patrimonio edilizio esistente caratterizzato dalle necessità di razionalizzazione e riqualificazione. Per la realizzazione degli interventi, la Regione ritiene che si debba seguire il procedimento del permesso di costruire in deroga che implica la previa deliberazione del Consiglio Comunale per meglio adattarsi alle caratteristiche del territorio. Allo stesso tempo, però, In Piemonte sono in vigore le disposizioni della Legge Regionale 20/2009 - Piano Casa che, come evidenziato nella relazione del decreto, già perseguono la finalità di riqualificare il patrimonio edilizio esistente e di esercitare stimoli allo sviluppo produttivo nel settore edilizio. La norma regionale sul Piano Casa consente infatti la realizzazione di interventi di riqualificazione urbana. In questo caso, però, non ci si potrà riferire contemporaneamente anche alla Legge Sviluppo e bisognerà fare ricorso agli ordinari strumenti previsti dalla legislazione piemontese, al fine di variare il PRG.

Energia sostenibile nelle città, via alla V edizione
Piani urbanistici e sostenibilità energetica applicata all'edilizia nel concorso promosso da Inu e Min.Ambiente

Energia sostenibile nelle città, via alla V edizione

Piani urbanistici e sostenibilità energetica applicata all'edilizia nel concorso promosso da Inu e Min.Ambiente

Energia sostenibile nelle città, via alla V edizione18/05/2012 - Piani urbanistici e sostenibilità energetica applicata all'edilizia. Sono gli obiettivi della quinta edizione del concorso nazionale "Energia sostenibile nelle città", promosso da Inu, Istituto nazionale di urbanistica, in collaborazione con il Ministero dell'Ambiente. Dopo l'avvio della partnership, attivata nel 2007 nell'ambito della campagna "Sustainable Energy Europe, l'edizione 2012 è stata presentata venerdì scorso durante il convegno "Il Patto dei Sindaci e l'edilizia sostenibile: il ruolo strategico dei regolamenti edilizi" al Solarexpo di Verona. Al concorso, pensato per stimolare un cambiamento nella produzione e nell'utilizzo dell'energia all'interno delle comunità urbane, possono partecipare soggetti pubblici e privati che si sono distinti nell'elaborazione di piani e progetti urbanistici attenti alle problematiche energetiche e alla sostenibilità dello sviluppo. Il Concorso si articola in tre sezioni:- concorrono nella sezione A, Piani urbanistici per l'uso sostenibile dell'energia, gli strumenti di pianificazione di scala comunale o di area vasta che adottano approcci metodologici e regolativi innovativi per la gestione delle problematiche ambientali ed energetiche; - la sezione B comprende la ricerca di nuove soluzioni progettuali o l'applicazione innovativa di soluzioni già esistenti, volte a migliorare l'efficienza e il risparmio nell'uso dell'energia o ad aumentare l'impiego di fonti rinnovabili; - la sezione C è riservata al giudizio del pubblico rispetto alle migliori proposte presentate nell'ambito dell'evento Urbanpromo Sustainable Energy. L'iscrizione alle sezioni A e B deve essere effettuata entro il 21 settembre 2012. La domanda va allegata al bando, scaricabile dai siti www.inu.it, www.urbanpromo.it, www.campagnaSEEitalia.it, www.aniem.it e inviata all'Istituto nazionale di urbanistica. Non sono invece richieste domande per la sezione C, che coinvolge automaticamente i progetti esposti a Urbanpromo. Per le sezioni A e B, i principali criteri di valutazione che saranno presi in considerazione per la valutazione dei concorrenti saranno la coerenza ed integrazione con le strategie locali di riduzione delle emissioni di gas climalteranti, la fattibilità economica e il coinvolgimento dei cittadini nei processi decisionali. I vincitori della sezione C saranno invece selezionati tramite referendum in occasione della manifestazione che si svolgerà dal 7 al 10 novembre prossimi a Bologna, a Palazzo D'Accursio.

Edifici a Energia Quasi Zero, Bergamo ripensa il modo di costruire
Focus su case passive e criteri per centrare gli obiettivi europei al Tour di Edilportale e Archiportale

Edifici a Energia Quasi Zero, Bergamo ripensa il modo di costruire

Focus su case passive e criteri per centrare gli obiettivi europei al Tour di Edilportale e Archiportale

Edifici a Energia Quasi Zero, Bergamo ripensa il modo di costruire17/05/2012 - Ripensare il modo di costruire, puntando in particolar modo sugli edifici esistenti. Se ne è parlato alla tappa Bergamo del Tour Edifici a Energia Quasi Zero, organizzato da Edilportale e Archiportale in collaborazione con Agorà. Secondo Federico Butera del Politecnico di Milano - Dipartimento di scienze e tecnologie dell'ambiente costruito, per la realizzazione di edifici a energia quasi zero è necessario passare dal processo progettuale tradizionale, che va dal progetto agli impianti ed infine alla costruzione, a un nuovo sistema circolare, che partendo da progetto, impianti e valutazioni sulla prestazione energetica, porta ad una costruzione sostenibile.Perché ciò sia possibile sono indispensabili una serie di competenze per valutare tutte le componenti come sito, facciate, ventilazione naturale, analisi energetica e del comfort termico. In quest'ottica il progetto preliminare è fondamentale per compiere da subito le scelte giuste e ridurre i costi.Dopo la fase dei grattacieli di vetro energivori occorre pensare a quartieri a energia quasi zero, in cui gli occupanti non siano solo utenti, ma attori che controllano i consumi.Sarebbe inoltre necessaria, ha affermato Butera, un'azione a tappeto per la riqualificazione dell'esistente, che doveva essere incentivata dalla norme sulla certificazione energetica.Scarica gli atti del convegno A detta di Francesco Nesi di Zephir, Zero Energy and Passivhaus Institute for Research, leggendo la direttiva 2010/31/Ue è difficile capire cosa si intenda per edificio quasi zero. Al contrario, la casa passiva è uno standard consolidato, che consente di ridurre i consumi dell' 85-90%, con extracosti del 6-8%. Giuseppe Marchese di Calcestruzzi ha sottolineato come quasi tutti gli edifici esistenti sono stati costruiti prima del 1976, consumando il 36% del totale dell'energia. In un panorama simile, la qualità del calcestruzzo utilizzato implica una serie di vantaggi quali isolamento termico-acustico e permeabilità. A suo avviso, dovrebbe inoltre essere incentivata la rottamazione degli edifici. Si è soffermato sulle competenze anche Alberto Ballardini di Habitech che dopo aver illustrato lo standard Leed, caratterizzato da diversi criteri, che danno diritto a un punteggio, ha posto l'attenzione non tanto sul progetto, quanto sull'impresa che lo realizza. Per Alberto De Vizio di Federcostruzioni, la certificazione energetica in Italia è basata su troppi standard e pochi controlli. Le imprese sono inoltre in fortissimo ritardo sui temi della sostenibilità a causa scarsa sensibilità. Occorre quindi darsi obiettivi realistici, tenendo presente anche le condizioni di crisi in cui versano per i ritardati pagamenti. Concludendo l'incontro, Federico Butera ha infine ricordato che per realizzare un edificio sostenibile non c'è una 'pillola' valida in tutti i casi, ma occorre una 'terapia' personalizzata, a seconda del luogo e della funzione.I partecipanti al convegno hanno ricevuto gratuitamente il Vademecum "Edifici a Energia Quasi Zero". La partecipazione dà diritto all'assegnazione di crediti formativi.Tutti i progettisti che si occupano di edifici sostenibili possono pubblicare i propri progetti nella nuova sezione di Archilovers dedicata agli edifici e energia quasi zero: Archilovers/edificieenergiaquasizero.I prossimi appuntamenti:UDINE - 17 maggio 2012GENOVA - 23 maggio 2012TORINO - 24 maggio 2012PARMA - 6 giugno 2012VERONA - 7 giugno 2012ISCRIVITI ALLA TUA TAPPA!

Servizi di progettazione affidati secondo le tabelle parametriche, le proposte del Cnappc
Il Consiglio degli Architetti sulla delibera dell'Authority che fissa i prezzi a base d'asta degli incarichi dopo l'abolizione delle tariffe

Servizi di progettazione affidati secondo le tabelle parametriche, le proposte del Cnappc

Il Consiglio degli Architetti sulla delibera dell'Authority che fissa i prezzi a base d'asta degli incarichi dopo l'abolizione delle tariffe

Servizi di progettazione affidati secondo le tabelle parametriche, le proposte del Cnappc17/05/2012 - I servizi di architettura e ingegneria dovrebbero essere affidati sulla base delle tabelle parametriche previste nel Decreto di prossima emanazione dal Ministro della Giustizia. È il parere che Rino La Mendola, vicepresidente con delega ai Lavori pubblici del Cnappc, Consiglio Nazionale Architetti pianificatori paesaggisti e conservatori, ha espresso sulla Delibera 49/2012 dell'Autorità di Vigilanza sui contratti pubblici (Leggi Tutto). Il vicepresidente La Mendola, pur consapevole che il lavoro svolto dall'Autorità di Vigilanza sui Contratti Pubblici mira a colmare il vuoto normativo creato dopo l'abolizione delle tariffe, ritiene che "a regime, possano essere più razionalmente utilizzate le tabelle parametriche di cui al Decreto che sarà presto emanato dal Ministro della Giustizia, in adempimento all'articolo 9 del Decreto sulle Liberalizzazioni". Secondo La Mendola, "le tabelle parametriche proprio perché concepite quale strumento a servizio del giudice nei contenziosi, possono costituire un valido punto di riferimento anche per le Amministrazioni Pubbliche, scongiurando il rischio di alimentare una eccessiva discrezionalità delle stazioni appaltanti che non si coniugherebbe con il principio della trasparenza a cui si ispirano le direttive europee ed il codice dei contratti". Come si legge nel documento di sintesi del Cnappc, secondo l'Autorità di Vigilanza fino all'emanazione di nuove direttive, i responsabili dei procedimenti potranno riferirsi alla media dei costi sostenuti negli ultimi anni dalla per servizi tecnici simili a quelli da affidare. Il calcolo dovrà essere effettuato al netto del ribasso. Cosa prevede la delibera dell'Autorità di VigilanzaCome spiegato dall'Authority, la delibera 49/2012 rappresenta una soluzione intermedia per evitare il blocco del mercato e sarà seguita da altre determinazioni. Partendo dal presupposto che il corrispettivo deve essere congruo, salvaguardare l'interesse pubblico e garantire la qualità delle opere, la Stazione Appaltante deve indicare gli elementi che compongono la prestazione e il loro valore, facendo riferimento ad esempio al numero di elaborati da redigere e ai loro costi.La valutazione dei costi è utile anche nella valutazione della congruità delle offerte. Tra gli elementi da tenere in considerazione per individuare le offerte anomale ci sono infatti gli utili, che non devono essere irrisori se rapportati ai costi che il progettista deve sostenere.Potrebbe inoltre risultare anomala un'offerta non congrua all'importo stabilito per l'incentivo ai tecnici dipendenti delle pubbliche amministrazioni.

Fotovoltaico, nuovi chiarimenti sull'installazione
Dal Ministero dell'Interno spiegazioni su requisiti tecnici e procedure per la prevenzione degli incendi

Fotovoltaico, nuovi chiarimenti sull'installazione

Dal Ministero dell'Interno spiegazioni su requisiti tecnici e procedure per la prevenzione degli incendi

Fotovoltaico, nuovi chiarimenti sull'installazione17/05/2012 - Nuovi chiarimenti sull'installazione degli impianti fotovoltaici e la prevenzione del rischio incendi. Il Ministero dell'Interno ha approvato le linee guida che spiegano l'applicazione del precedente documento, approvato lo scorso febbraio per fornire indicazioni su requisiti tecnici e procedure da seguire. Le linee guida, si legge nel documento, rappresentano uno strumento di indirizzo, che non pone limiti alle scelte progettuali. Al suo interno sono fornite spiegazioni sui requisiti tecnici e la documentazione necessaria. Viene ad esempio chiarito che per impianto incorporato si intende quello i cui moduli ricadono, anche solo parzialmente, nel volume delimitato dalla superficie cilindrica verticale generata dalla proiezione in pianta del fabbricato. Allo stesso tempo, le linee guida stabiliscono che se l'impianto è installato a servizio di una attività soggetta a controlli per la prevenzione antincendio, e dalle verifiche emerge un aggravio del rischio, per le attività della categoria A dovrà essere presentata la Scia a lavori ultimati, mentre per le attività delle categorie B e C è necessaria la presentazione del progetto, per la valutazione, e la Scia a lavori ultimati.

Fonte: Edilportale.com


Valutazioni di sicurezza - Verifiche di vulnerabilità sismica

Indagini e prove su edifici in muratura ed in c.a ai fini della determinazione del
livello di conoscenza dell'edificio (limitata, estesa, esaustiva)


Prove ultrasoniche travi e pilastri in c.a.

Prove sclerometriche
Carotaggio e prove a compressione
Analisi sonica per trasparenza


PROGETTAZIONE MIGLIORAMENTI ED ADEGUAMENTI SISMICI
Messa in sicurezza di edifici pubblici e privati


a

Rinforzi strutturali in fibra di carbonio
per l'adeguamento sismico:
progettazione, fornitura e posa in opera


Nuova normativa antisismica

Adeguamento sismico e messa in sicurezza di edifici esistenti, publici e privati, in Cemento Armato e Muratura con materiali compositi e fibre di carbonio.
Adeguamento sismico di opere infrastrutturali come ponti, viadotti, siano essi in muratura, in .c.a. in precompresso, in legno ed in acciaio.

Consolidamento di strutture in cemento armato

Ripristino delle capacità portanti di elementi strutturali, dovute al degrado o corrosione dei ferri d'armatura. Rinforzo a flessione ed a taglio di travi in c.a. a vista ed a spessore. Reintegro della funzione strutturale delle staffe, insufficienti o degradate. Cerchiaggio x il rinforzo di pilastri di tutte le dimensioni e forme. Aumento della resistenza a compressione del calcestruzzo nei pilastri. Rinforzo di solai in c.a, anche per aumenti di carico imprevisti. Collegamenti strutturali dei nodi trave – pilastro. Irrigidimenti di piano su solai in c.a. con collegamento alla struttura verticale. Ripristino delle capacità portanti di elementi strutturali danneggiati (ad esempio urto di mezzi nei ponti o sottopassaggi, incendi, infiltrazioni di acqua, ecc.). Cambio di destinazione d'uso dell'edificio, ove occorra aumentare la capacità portante ad esempio di travi e solai, oppure incrementare le prestazioni dei pilastri senza ingrossarli.
Rinforzo a flessione ed a taglio di travi in c.a con Rck deficitario
Rinforzo a flessione ed a taglio di travi in c.a con Rck deficitario
Rinforzo a flessione ed a taglio di travi in c.a
Rinforzo a flessione ed a taglio di travi in c.a
Adeguamento sismico struttura portante di capannone industriale; intervento post sisma Umbria e Marche 1997.
Adeguamento sismico struttura portante di capannone industriale;
intervento post sisma Umbria e Marche 1997.
Adeguamento sismico struttura portante di capannone industriale; intervento post sisma Umbria e Marche 1997. Particolare cerchiaggio pilastro.
Adeguamento sismico struttura portante di capannone industriale;
intervento post sisma Umbria e Marche 1997.
Particolare cerchiaggio pilastro.
Rinforzo strutturale di travi e pilastri,  struttura di copertura piscina pubblica
Rinforzo strutturale di travi e pilastri, struttura di copertura piscina pubblica
Rinforzo strutturale di travi e pilastri,  struttura di copertura piscina pubblica, particolare nodo trave pilastro.
Rinforzo strutturale di travi e pilastri, struttura di copertura piscina pubblica, particolare nodo trave pilastro.
Rinforzo strutturale di travi e pilastri,  struttura di copertura piscina pubblica, cerchiaggio pilastro.
Rinforzo strutturale di travi e pilastri, struttura di copertura piscina pubblica, cerchiaggio pilastro.
Irrigidimento di piano struttura in c.a. con collegamento strutturale alla struttura portante verticale
Irrigidimento di piano struttura in c.a. con collegamento strutturale alla struttura portante verticale
Irrigidimento di piano struttura in c.a. con collegamento strutturale alla struttura portante verticale
Irrigidimento di piano struttura in c.a. con collegamento strutturale alla struttura portante verticale
Irrigidimento di piano struttura in c.a. con collegamento strutturale alla struttura portante verticale
Irrigidimento di piano struttura in c.a. con collegamento strutturale alla struttura portante verticale
Rinforzo a flessione ed a taglio di travi in c.a gettate in opera; si noti la particolare forma a coda di rondine della parte terminale.
Rinforzo a flessione ed a taglio di travi in c.a gettate in opera;
si noti la particolare forma a coda di rondine della parte terminale.
Rinforzo a flessione ed a taglio di travi in c.a gettate in opera; particolare nastro ad U in funzione di staffa.
Rinforzo a flessione ed a taglio di travi in c.a gettate in opera; particolare nastro ad U in funzione di staffa.
Intervento di adeguamento sismico post sisma Umbria e Marche 1997. Si noti la precisione chirurgica dell'intervento
Intervento di adeguamento sismico post sisma Umbria e Marche 1997.
Si noti la precisione chirurgica dell'intervento
Intervento di adeguamento sismico post sisma Umbria e Marche 1997. Si noti la precisione chirurgica dell'intervento
Intervento di adeguamento sismico post sisma Umbria e Marche 1997.
Si noti la precisione chirurgica dell'intervento
Intervento di adeguamento sismico post sisma Umbria e Marche 1997. Si noti la precisione chirurgica dell'intervento
Intervento di adeguamento sismico post sisma Umbria e Marche 1997.
Si noti la precisione chirurgica dell'intervento
Fasciatura e rinforzo strutturale trave in c.a di un ponte carrabile
Fasciatura e rinforzo strutturale trave in c.a di un ponte carrabile

Consolidamento di strutture in muratura e miste

Rinforzo a flessione ed a taglio di elementi strutturali in muratura.
Recupero e/o aumento della capacità portante di pannelli murari.
Rinforzo di colonne e pilastri in mattoni di qualsiasi forma.
Connessioni strutturali tra muratura e struttura in c.a.
Cerchiaggio di contenimento interno ed esterno di strutture in muratura.
Creazione di cordoli alleggeriti in materiali compositi da integrare nella muratura.
Consolidamento strutturale di murature disomogenee, lesionate o danneggiate.
Ripristino della continuità strutturale tra elementi orizzontali o curvi ed elementi verticali.
Rinforzo strutturale setto murario in laterizio. Schema a Croce di S. Andrea
Rinforzo strutturale setto murario in laterizio. Schema a Croce di S. Andrea
Consolidamento mediante fasciatura orizzontale e verticale edificio in muratura portante a struttura mista
Consolidamento mediante fasciatura orizzontale e verticale edificio in muratura portante a struttura mista
Consolidamento mediante fasciatura orizzontale e verticale edificio in muratura portante a struttura mista
Consolidamento mediante fasciatura orizzontale e verticale edificio in muratura portante a struttura mista
Adeguamento sismico edificio di culto.
Adeguamento sismico edificio di culto.
Adeguamento sismico edificio in muratura, struttura mista.
Adeguamento sismico edificio in muratura, struttura mista.
Rinforzo a flessione travi IPE su solaio a voltine
Rinforzo a flessione travi IPE su solaio a voltine
Rinforzo strutturale colonne ed archi edificio storico
Rinforzo strutturale colonne ed archi edificio storico
Cerchiaggio e rinforzo colonna portante in muratura edificio storico
Cerchiaggio e rinforzo colonna portante in muratura edificio storico
Cerchiaggio e rinforzo colonna portante in muratura edificio storico
Cerchiaggio e rinforzo colonna portante in muratura edificio storico
Cerchiaggio e rinforzo colonna portante in muratura edificio storico; particolare arrotondamento spigolo
Rinforzo strutturale colonne ed archi edificio storico
Cerchiaggio colonna portante in pietra lesionata
Cerchiaggio colonna portante in pietra lesionata
Ripristino capacità portanti scala in muratura
Ripristino capacità portanti scala in muratura
Fasciatura integrale colonna in mattoni
Fasciatura integrale colonna in mattoni
Fasciatura integrale colonna in mattoni
Fasciatura integrale colonna in mattoni
Fasciatura integrale colonna in mattoni; particolare del capitello
Fasciatura integrale colonna in mattoni; particolare del capitello
Cerchiaggio e fasciatura trave in legno a pavimento
Cerchiaggio e fasciatura trave in legno a pavimento

Strutture voltate, cupole ed archi

Recupero e restauro strutturale di:
Volte a botte, volte a crociera, volte a vela, volte a cupola, volte a padiglione, volte miste.
Archi a tutto sesto, archi ribassati, archi rampanti, arco a sesto acuto o ellittico ecc.
Rinforzo di cupole a ombrello, estradossate e di qualsiasi tipologia architettonica.
Tutte le tipologie di intervento di consolidamento su strutture voltate possono essere eseguite all'intradosso ed all'estradosso, in base alle possibilità di accesso alla struttura stessa da consolidare.
All'occorrenza è possibile anche l'eliminazione delle chiavi di volta.
Rinforzo all'intradosso di volte a crociera
Rinforzo all'intradosso di volte a crociera
Rinforzo all'intradosso di volte a crociera
Rinforzo all'estradosso di volte a crociera
Rinforzo all'intradosso di volte a crociera
Rinforzo all'estradosso di volte a crociera
Rinforzo all'intradosso di volte a crociera
Rinforzo all'estradossodi volte a crociera
Rinforzo all'estradosso  di volte a botte
Rinforzo all'estradosso di volte a crociera
Rinforzo all'estradosso  di volte a cupola
Rinforzo all'estradosso di volte
Rinforzo all'intradosso di volte
Rinforzo all'intradosso di volte
Rinforzo all'intradosso di volte
Rinforzo all'intradosso di volte
Rinforzo all'intradosso di volte su struttura ad archi
Rinforzo all'intradosso di volte su struttura ad archi
Rinforzo all'intradosso di  volte a crociera
Rinforzo all'intradosso di volte a crociera
Rinforzo all'intradosso di  volte a crociera
Rinforzo all'intradosso di volte a crociera
Rinforzo all'intradosso di  arco in pietra
Rinforzo all'intradosso di arco in pietra
Rinforzo all'intradosso di  arco in pietra, disposizione fasce
Rinforzo all'intradosso di arco in pietra, disposizione fasce
Rinforzo all'intradosso di  arco in pietra, particolare posa nastro
Rinforzo all'intradosso di arco in pietra, particolare posa nastro
Rinforzo all'intradosso di  arco in pietra, particolare nastro in opera
Rinforzo all'intradosso di arco in pietra, particolare nastro in opera
Rinforzo di volte, stesura strato finale di resina epossidica
Rinforzo di volte, stesura strato finale di resina epossidica